Tassa sul suolo pubblico più cara: bocciata la riduzione delle tariffe

La maggioranza respinge la richiesta del centrosinistra di assorbire gli aumenti scattati un mese fa Il Pd: «Questo è uno schiaffo agli esercenti già colpiti pesantemente dall’emergenza coronavirus»
PESCARA. È confermato: da quest’anno il Canone per l’occupazione del suolo pubblico (Cosap) costerà di più. Gli incrementi delle tariffe fino al 12 per cento, scattati un mese fa a seguito di un aggiornamento agli indici Istat dell’imposta congelata dal 2009, sono stati di fatto confermati ieri, quando il consiglio comunale ha respinto la mozione, presentata dai consiglieri di centrosinistra e illustrata in aula da Piero Giampietro (Pd), che prevedeva l’impegno di sindaco e giunta di congelare gli aumenti.
Il provvedimento è stato bocciato con 14 no, 12 sì e un astenuto. Hanno votato a favore Pd, le liste civiche Per Sclocco sindaco e Pescara città aperta, e il Movimento 5 Stelle. Contro Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, mentre il capogruppo Udc Massimiliano Pignoli si è astenuto. L’assessore ai tributi Eugenio Seccia ha spiegato che non sarebbe stato possibile accogliere la richiesta, in quanto l’aggiornamento delle tariffe era obbligatorio e un eventuale modifica delle tariffe avrebbe comportato grossi problemi al bilancio, approvato a dicembre 2019, redatto tenendo conto proprio di questi aumenti. Bisogna ricordare che il Canone di occupazione del suolo pubblico deve essere pagato ogni anno dai titolari di bar e ristoranti, per tavolini all’aperto, chioschi e dehor; dalle imprese edili, per le impalcature dei cantieri; dai cittadini che posseggono box, garage e cortili, per i passi carrabili.
La mozione chiedeva alla giunta di ridefinire, entro 30 giorni, i canoni Cosap, «in modo da favorire l’assorbimento dell’aumento deciso con la delibera 34, del 2020». Si chiedeva, inoltre, di ridefinire il calendario delle scadenze delle successive tre rate per le imprese che chiederanno il pagamento rateale; di costituire un tavolo permanente per il rilancio del commercio urbano, insieme alle associazioni di categoria; di opporsi a qualunque ipotesi di insediamento commerciale nelle ex aree industriali di Pescara; di finanziare i futuri centri commerciali naturali dei Colli, Porta Nuova e Pescara nord.
Dura la reazione dei consiglieri Giacomo Cuzzi, Piero Giampietro, Stefania Catalano, Francesco Pagnanelli (Pd); Marinella Sclocco e Mirko Frattarelli (lista Sclocco sindaco); Giovanni Di Iacovo (Pescara città aperta). «La bocciatura della nostra mozione», hanno commentato con una nota, «è uno schiaffo agli esercenti nel cuore dell’emergenza coronavirus. Puntava a contenere gli aumenti. Entro il 31 marzo, quindi, nonostante la crisi nella quale il settore è precipitato, gli esercenti dovranno pagare fino al 12 per cento in più per l’occupazione del suolo pubblico».
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