«Tasse alte e mancano i servizi»

19 Luglio 2018

Report annuale, numeri preoccupanti. Le associazioni: servono parcheggi e un piano traffico

MONTESILVANO. Montesilvano e Pescara sono rispettivamente la terza e quarta città d’Abruzzo dove la pressione fiscale è più forte per le imprese. E lo sanno bene le associazioni di categoria che da anni sono costrette a fare i conti con i disagi avvertiti dai propri iscritti. Non sorprendono gli addetti ai lavori, dunque, i dati del report annuale di Cna dal titolo “Comune che vai tassa che trovi”, che ha messo in evidenza come a Montesilvano il free tax day (giorno della liberazione dalle tasse) cada il 21 agosto, mentre a Pescara il 15 agosto. Questo significa che nella città adriatica le aziende sono costrette a lavorare per ben 233 giorni, quasi 2/3 dell’anno, solo per far fronte alle tasse, a causa di una pressione fiscale che raggiunge il 64%. Non va molto meglio ai colleghi pescaresi, per i quali il free tax day arriva al 227° giorno dell’anno per via di una pressione fiscale che si attesta al 62,4%.
Questo problema spesso spinge le aziende a chiudere i battenti, come dimostrano i dati della Camera di Commercio di Chieti-Pescara. I numeri evidenziano come nel primo trimestre del 2018 nella provincia di Pescara siano avvenute 128 cessazioni di attività a fronte di 63 nuove iscrizioni.
E le associazioni di categoria cosa ne pensano? «Che ci siano molte, troppe tasse lo sappiamo bene», commenta il presidente di Confcommercio Pescara, Franco Danelli. «Ma ovviamente la classifica si basa su una media e non tiene conto di altri problemi che interessano Pescara, Montesilvano e Francavilla, a cominciare da quello dei parcheggi. Da tempo sollecitiamo la realizzazione di parcheggi di scambio interrati, anche a disposizione dei turisti, almeno su alcuni tratti della riviera come: Palacongressi, Stella Maris, Naiadi, Villa De Riseis, Teatro d’Annunzio». A segnalare, ormai da tempo, il disagio dovuto alla carenza cronica di parcheggi nelle due città è anche il direttore di Confesercenti, Gianni Taucci. «A conti fatti, il margine di guadagno delle imprese è nettamente inferiore al calcolo matematico relativo alla tassazione», evidenzia. «Questo perché se manca un piano traffico, dei parcheggi, una programmazione a medio e lungo termine da parte delle amministrazioni locali, si riduce ancora di più la capacità per le aziende di ottenere profitti». Quanto ai problemi dei commercianti a Montesilvano e Pescara, «nel primo caso ad essere penalizzate sono principalmente le attività del centro, dove manca una caratterizzazione e una riqualificazione, mentre nel secondo caso senza dubbio a incontrare maggiori difficoltà sono i negozi di periferia, grazie agli sforzi di creare un centro commerciale naturale in centro», prosegue Taucci.
«L’unica speranza di migliorare la situazione è che le amministrazioni accettino di farsi consigliare dalle associazioni di categoria che conoscono potenzialità e criticità del settore». Non si avverte molta distinzione tra le due città confinanti, invece, per il direttore di Confartigianato Pescara Fabrizio Vianale. Per lui, al problema delle tasse si aggiungono i costi troppo alti del personale e gli adempimenti per le varie categorie di imprese. «Ci sono il costo del personale, l’Irap, la sicurezza, i patentini obbligatori e ora anche la privacy», sottolinea, «e questo spaventa chi vorrebbe assumere nuovi dipendenti per prendere ulteriori commesse. Non bastano piccoli abbassamenti di aliquote per risolvere il problema, ma è necessario uno shock fiscale per dare un nuovo impulso agli imprenditori sia da un punto di vista economico che psicologico».