Tasse comunali, via libera agli aumenti

8 Aprile 2019

Nel 2019 rincari per le aliquote locali. Ma arriva anche la sanatoria per i tributi (come multe e Imu) non riscossi

Come anticipato nel nostro precedente intervento, la Legge di Bilancio 2019 comporterà, presumibilmente, un aumento della pressione fiscale da parte degli Enti Locali.
Le previsioni non vengono infatti smentite, almeno sulla base dei primi bilanci preventivi approvati da Regioni e Comuni: la manovra fiscale non conferma e/o proroga il precedente regime di “blocco” delle aliquote comunali e regionali e delle relative addizionali (su Irap; Imu; Tasi e Irpef), così ammettendo la possibilità, per gli Enti territoriali, di disporre innalzamenti delle imposte.
L’Ufficio Parlamentare per il Bilancio, in un recente intervento, ha previsto un aumento del gettito fiscale nelle casse degli Enti Locali pari al 42%, salendo fino al 42,80% per il 2020.
A conferma dei rincari derivanti dal nuovo regime, risulta la stima dell’agenzia di rating Moody’s; la quale, in un rapporto relativo all’impatto della riforma fiscale, conclude che le entrate degli Enti locali potranno incrementare di circa 2 miliardi di Euro.
Gli aumenti dovrebbero, inoltre, riguardare le città di piccole e medie dimensioni del Centro e del Nord (nelle quali le maggiorazioni erano sempre state contenute); le grandi città dovrebbero prevedere incrementi esigui, dato che le aliquote erano già vicine al livello massimo.
Il rialzo si registra anche sulle imposte locali “minori”.
I COMUNI. La Legge di Bilancio 2019 prevede la possibilità per i Comuni di aumentare fino al 50%, per le superfici superiori al metro quadrato, le tariffe e i diritti dell’imposta comunale sulla pubblicità (Icp) e sulle pubbliche affissioni (Dpa).
A tale quadro normativo deve aggiungersi anche l’ulteriore possibilità, riconosciuta ai Comuni, di agire in termini di rincaro sulle imposte di soggiorno; confermando, di fatto, lo “sblocco” di incrementi e di nuove istituzioni già previsto dal D.L. 50/2017.
Si lascia, pertanto, agli Enti Locali la facoltà di “modellare” il contenuto di tale tributo: gli aumenti possono riguardare solo determinati periodi (in concomitanza di eventi e/o manifestazioni di particolare interesse ed attrattiva turistica) o strutture ricettive (alberghi a 3 o 4 stelle).
In ogni modo, pare che dagli interventi successivi alla Legge di Bilancio 2019 (che già si stanno profilando all’orizzonte) non arriveranno solo “cattive” notizie per le tasche dei contribuenti, anzi.
SANATORIA FISCALE. In tal senso, è opportuno sottolineare come la bozza del Decreto Crescita estenda il meccanismo della “rottamazione ter” ai tributi locali, dispensando i contribuenti dal versamento di relativi interessi e sanzioni.
La nuova sanatoria fiscale determinerebbe la “definizione agevolata” di quelle entrate tributarie (di competenza di Regioni; Province; Città Metropolitane e Comuni) non riscosse a seguito dell’emissione di provvedimenti di ingiunzione di pagamento notificati dal 2000 al 2017 dagli Enti medesimi o dagli Agenti della Riscossione (diversi da quella che in passato era Equitalia, poi “trasformatasi” in Agenzia delle Entrate – Riscossione dal 1.7.2017). Sarà possibile “condonare”, dunque, tutti i tributi di competenza degli Enti Locali (quali, a mero titolo esemplificativo: Imu; Tasi; Tari; multe; Consap; Tosap). In ogni modo, toccherà ai singoli Comuni decidere se avvalersi o meno di questa soluzione, essendo rimessa alla discrezionalità delle amministrazioni locali la scelta in proposito.
AGEVOLAZIONI LOCALI. Comuni, pertanto, a far data dall’ormai prossima entrata in vigore del Decreto Crescita avranno sessanta giorni per manifestare la propria intenzione di avviare quella che si prospetta come una vera e propria “definizione agevolata locale”. Risulteranno chiamati, in quel caso, a fornire tutte le delucidazioni in termini di modalità e tempistiche di adesione; necessarie ai cittadini interessati, coinvolti nella loro veste di contribuenti.
IMPRESE. Il Decreto Crescita dovrebbe prevedere, inoltre, misure agevolative per le imprese. Verrà sancita la proroga del superammortamento (130%) per gli investimenti in beni strumentali all’attività d’impresa effettuati dal 1 aprile 2019 al 31 dicembre 2019 (tenendo conto, però, del fatto che tale percentuale si applicherebbe sulla quota di investimenti eccedente il limite di 2,5 mln/€).
MINI IRES. La mini Ires (15%), introdotta dalla Legge di Bilancio 2019, verrà sostituita con una nuova agevolazione correlata al reimpiego degli utili; ciò attraverso l’applicazione di un’aliquota del 20% su quelli reinvestiti, prescindendo da una loro specifica destinazione, nell’organizzazione interna all’impresa. Il decremento dell’imposizione, in ogni modo, risulterà graduale (posto che da qui al 2022, quando si stabilizzerà l’aliquota al 20%, si susseguiranno aliquote del 22,5%; 21,5% e 20,5%).
IMU. Per quanto concerne invece l’Imu versata dagli esercenti attività d’impresa in riferimento agli immobili strumentali, si riscontrerà un ulteriore aumento della deducibilità dall’Ires e dall’Irpef; posto che dal 40% (cui si era giunti, raddoppiando la precedente misura, con la Legge di Bilancio 2019) si passerà al 50% per quest’anno ed all’80% in riferimento al periodo compreso tra il 2020 ed il 2022.
BILANCIO A DUE FACCE. Le previsioni fiscali per questo periodo di imposta 2019 risultano, pertanto, bivalenti. Se, da un lato, la pressione degli Enti territoriali aumenterà; dall’altro verrà concessa la possibilità di “sanare” il carico fiscale attraverso la definizione agevolata dei tributi di competenza degli Enti locali, così come brevemente prospettato.
Anche le misure agevolative cui si è fatto cenno nelle righe che precedono, in linea di massima, paiono poter rilevare positivamente nel periodo a venire.
Rimaniamo pertanto in attesa di conoscere come Enti Locali e Legislatore si approcceranno, in definitiva, alla nuove questioni che li (e ci) occupano; consci dell’importanza dell’adozione di talune scelte – piuttosto che di altre – su temi delicati come quelli concernenti l’ambito tributario.
* Avvocato tributarista
titolare dello Studio Legale Tributario Torcello in Pescara info@studiotorcello.it
www.studiotorcello.it
©RIPRODUZIONE RISERVATA