Tasse per la spiaggia è scontro in Cassazione

Quattro balneatori trascinano in causa il Comune e la Tributi Italia per i canoni annuali e per le cartelle di occupazione di suolo pubblico
PESCARA. Non ci sono soltanto le buste nere dei rifiuti che si accumulano intorno ai cassonetti della spazzatura della riviera al centro dello scontro tra balneatori e Comune. Adesso, dai rifiuti si passa ai soldi. Domenica scorsa il lungomare di Pescara è stato invaso dai sacchi dell’immondizia: per Attiva, la colpa è stata dei balneatori che non hanno rispettato i passaggi dei mezzi della pulizia e l’assessore all’Ambiente Paola Marchegiani ha invitato al «senso di responsabilità di tutti». Lo scontro bis riguarda le tasse per la spiaggia: sì perché sono almeno 4 le cause intentate dai balneatori contro le cartelle del Comune per occupazione del suolo pubblico e canoni annuli. Non appena insediata, l’amministrazione del sindaco Pd Marco Alessandrini si è trovata a fare i conti con le carte giudiziarie dei titolari degli stabilimentie ha deciso di mandare avanti i giudizi. Il primo a portare il Comune dinanzi ai giudici della Corte di Cassazione, per un totale di 4.472 euro di Cosap (canone di occupazione di spazi e aree pubbliche) è Riccardo Ciferni, titolare dello stabilimento Trieste, quello della pizzetta «tonda e fiera di essere italiana» appena sbarcata a Madrid e, a ottobre, anche a Londra. La storia si trascina dal 2008, quando Ciferni ha citato il Comune e la società Tributi Italia per chiedere l’annullamento del pagamento ritenuto illegittimo. Il tribunale di Pescara ha rigettato la domanda; in seguito la Corte d’appello dell’Aquila ha dichiarato il ricorso inammissibile. Adesso, Ciferni ha presentato l’ultimo appello in Cassazione.
Stesso copione per lo stabilimento La Sirenetta: come Ciferni, il titolare Maurizio Zuccarini ha citato il Comune e la Tributi Italia per 31.339,73 euro di Cosap e ha ottenuto due sentenze di rigetto. Adesso, Zuccarini ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. Per entrambi gli appelli, la giunta ha affidato l’incarico della difesa all’avvocato comunale Lorena Petaccia: «La decisione impugnata si palese del tutto immune dai vizi denunciati», recita la relazione della direttrice dell’Avvocatura comunale Paola Di Marco.
Terzo stabilimento in causa contro il Comune e contro la Tributi Italia è La Sirena: il giudizio ruota intorno a 5 atti di recupero della Cosap, dal 2003 al 2007, per un totale di 23.870 euro. Dopo una prima sentenza di rigetto da parte del tribunale di Pescara, il titolare, Massimiliano Donatelli, ha proposto appello dinanzi alla Corte d’Appello dell’Aquila contestando l’illegittimità degli atti di recupero.
Il quarto giudizio oppone lo stabilimento Saturno al Comune e all’Agenzia del demanio per il pagamento dei canoni annuali dal 2008 al 2013 per la concessione demaniale. Il legale rappresentante di Saturno, Tony Gustavo Burigo, ha adito il tribunale civile dell’Aquila per contestare i conteggi del Comune: secondo, il titolare i canoni devono essere calcolati «tenendo conto della reale utilizzazione stagionale e considerando pertinenze demaniali tutti i beni materialmente e funzionalmente considerabili come tali».
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