Tatuaggi “pericolosi” Chiusi 2 studi abusivi

Ispezioni dei Nas: attività sospese a Pescara e Chieti, scattano 7 maxi multe Scoperti nei laboratori colori rischiosi per la salute e attrezzature fuorilegge
PESCARA. Due studi di tatuaggi chiusi, uno in provincia di Pescara e l’altro in provincia di Chieti: erano aperti senza autorizzazione. Tatuaggi abusivi alla luce del sole. Un altro studio, nel Chietino, rischia la chiusura: il titolare non ha la qualifica per fare i tatuaggi. E poi 7 multe, da circa mille euro l’una, per l’utilizzo di attrezzature e colori fuorilegge e pericolosi per la salute. È questo il bilancio dei controlli dei carabinieri del Nas di Pescara su 20 attività ispezionate in Abruzzo per scovare abusivi e violazioni alle normative di un settore che non conosce crisi e che cresce sempre di più. E i Nas lanciano l’appello al popolo dei tatuati: segnalateci gli abusivi che lavorano in casa o a domicilio.
In Abruzzo ci sono più di 70 laboratori di tatuaggi in attività. Un grande affare. Che attira gli abusivi. E su questo mondo hanno indagato i carabinieri del Nas, guidati dal maggiore Domenico Candelli: le ispezioni hanno riguardato i locali e i permessi delle attività. E i carabinieri hanno scoperto studi abusivi aperti come se niente fosse: nelle due attività chiuse, su provvedimento delle Asl di Pescara e Chieti, si facevano tatuaggi senza autorizzazione e senza parere igienico sanitario: erano prive, quindi, di due requisiti fondamentali per esercitare l’attività. Per un altro studio, il Nas ha chiesto alla Asl di Chieti di emettere il provvedimento di sospensione in quanto l’operatore è totalmente sprovvisto della qualifica prevista. Ora, sarà la Asl a decidere.
Durante i controlli, sono state contestate anche 7 sanzioni amministrative per l’uso di attrezzature e pigmenti non conformi al Codice del consumo: materiali pericolosi che possono provocare infezioni, di solito reperibili a basso costo su Internet al di fuori dei canali ufficiali dei fornitori. Fra gli aspetti, oggetto delle verifiche dei Nas, il possesso dei requisiti, come la Segnalazione certificata di inizio attività, il parere igienico-sanitario della Asl, la scheda del cliente e informazioni che devono essere fornite sui potenziali rischi per la salute derivanti dai tatuaggi e dai piercing. Al setaccio anche l’autorizzazione dei genitori per tatuaggi e piercing sui minorenni (14-18 anni). E poi, controlli su marchio “Ce” di inchiostri e pigmenti, utilizzo di mascherine, occhiali, guanti sterilizzati e camici monouso, corrette procedure di sterilizzazione e disinfezione e il regolare smaltimento dei rifiuti sanitari pericolosi.
Ma si tratta di un settore difficile da tenere sotto controllo nonostante una delibera della Regione che, nel 2014, ha provato a mettere regole fisse. Con quella delibera sono stati introdotti l’obbligo di una qualifica professionale e corsi da 400, 200 o 90 ore a seconda della preparazione: «Le pratiche di tatuaggio e piercing», così dice la delibera, «sono un fenomeno diffuso soprattutto tra gli adolescenti. Se esercitato in modo non corretto, comportano, in quanto interventi modificativi e invasivi sul corpo, l’esposizione dei soggetti che vi si sottopongono a possibili conseguenze dannose sull’integrità psicofisica». Ma l’atto della giunta regionale non è bastato a inquadrare il fenomeno: alcuni Comuni abruzzesi hanno regolamentato le attività di tatuaggi e piercing come affini ai centri di estetista, altri le hanno differenziate.
I Nas consigliano di stare alla larga da tatuatori e piercer che si pubblicizzano su Facebook e operano a prezzi stracciati e addirittura a domicilio. Ma per fermare gli abusivi, i Nas invitano a segnalare nella sede di piazza Italia 15 o al numero di telefono 085.65961.
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