Teatro del Mare, un’altra incompiuta
Non ci sono più soldi per l’opera di bioarchitettura. La progettista: che beffa, dopo 3 anni hanno detto che è “impattante”
MONTESILVANO. Niente Teatro del mare. Un’altra opera sacrificata sull’altare delle incompiute, a Montesilvano. La scoperta è casuale. Nel corso dell’ultimo Consiglio comunale, si è saputo che il progetto esecutivo dell’opera, realizzato ben tre anni fa dall’architetto Sara Tarricone, non sarà attuabile. Almeno, non sarà possibile a breve. Motivo? Il più immediato e stringente è che i 500mila euro, previsti per la realizzazione del teatro, non sono più disponibili. I fondi, accantonati e vincolati da anni, sono stati infatti dirottati per avviare e condurre in porto gli interventi di riqualificazione in via Maresca, la strada dei Grandi alberghi individuata come la zona strategica per il rilancio turistico della città.
E il teatro? La prima a cercare una risposta ragionevole è la progettista. Che nel corso della medesima seduta consiliare ha scoperto, circostanza inedita, che gli elaborati da lei stessa depositati nel 2014 sono stati definiti «impattanti». Ohibò! E pensare che il progetto firmato da Sara Tarricone è il vincitore di un concorso europeo di idee che risale al 2009. Che non solo la professionista montesilvanese se lo aggiudicò proprio perché propose un’idea di bioarchitettura, a impatto zero. E che, dopo anni di studio, con il suo staff, firmò anche un contratto per la progettazione esecutiva. Lavoro che naturalmente ha un costo, sebbene la parcella da 27mila euro non sia mai stata onorata dall’amministrazione civica.
Insomma, una beffa integrale. «Beffa sì», spiega l’architetto, «perché in tutti questi anni nessuno mi ha mai informata di nulla. Da quando ho consegnato l’elaborato definitivo, nel settembre di tre anni fa, nonostante i solleciti, non ho più avuto nessun contatto con l’amministrazione comunale».
Invece, ora scopre che il suo progetto è impattante. «La qual cosa mi fa infuriare» ribatte la Tarricone. «Sentire dall’assessore Cozzi, in Consiglio comunale, che il progetto deve essere rivisto perché impattante, è un fatto intollerabile. Ma come, mi chiedo, una volta che il Comune fa le cose per bene: indice la gara europea e affida un incarico formale di progettazione, dopo anni di silenzio, mi si viene a dire che è impattante?» .
Le sembra un’eresia?
«Beh, dopo anni di studio sulla evoluzione selvaggia di una città cresciuta con e nel cemento, sentir dire che il mio progetto è impattante, quando la parte più alta del teatro è alta non più di cinque metri, a fronte di un edificio alle spalle di 27-30 metri, si resta, come dire, un po’ basiti. Parliamo qui di un progetto di bioarchitettura, con palchi in legno e copertura dotata di fotovoltaico. Quindi a impazzo zero, dal punto di vista energetico».
Per giunta, senza essere pagata per il lavoro fatto. Cosa intende fare adesso?
«Sono naturalmente sempre aperta a un dialogo serio con l’amministrazione, ma non mi va di discutere sul nulla o di apportare modifiche impensabili dopo tanti anni. Certo, in mancanza di chiarimenti, mi vedrò costretta a percorre le vie legali». Sulla vicenda Teatro del mare, interviene anche il consigliere di #Montesilvano 2019, Anthony Aliano. «La città», dice , «ha bisogno di guardare al futuro con prospettiva e di dotarsi di opere utili per attrarre flussi turistici. Abbiamo bisogno di questo Teatro a ridosso degli alberghi. Un progetto per cui poter dire: abbiamo ben amministrato».
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