Tedeschini: con Mani pulite l’equivoco del rinnovamento

PESCARA. Il procuratore aggiunto del Tribunale di Pescara, Cristina Tedeschini, è partita dalla stagione di Mani pulite, quella di cui fu vittima Valterio Cirillo, per parlare del rapporto tra...
PESCARA. Il procuratore aggiunto del Tribunale di Pescara, Cristina Tedeschini, è partita dalla stagione di Mani pulite, quella di cui fu vittima Valterio Cirillo, per parlare del rapporto tra giustizia e informazione aperto poco prima dal sindaco Marco Alessandrini.
«In quella stagione ero ad Ancora, si lavorava molto», ha ricordato, il magistrato. «È stata una stagione molto particolare per il nostro Paese, in cui ha cominciato a crearsi quel grande equivoco che ancora oggi ci accompagna. L’equivoco fu questo: l’inchiesta di Mani pulite, e poi tutte le inchieste che seguirono, fu vista come un fenomeno sociale di rinnovamento della società. Un fenomeno nell’ambito del quale i conflitti potevano trovare una risposta. Ma è stato lo spunto erroneo da cui poi si sono germinati altri problemi, e in particolare», ha aggiunto, «il problema grandissimo del rapporto tra l’azione giudiziaria e la notizia che se ne dà. Oggi nel dare la notizia di un’informazione di garanzia si veicola già la risposta sull’onestà di una persona. Al contrario, i giornali devono seguire l’inchiesta giudiziaria, ma non farne la narrazione di un fatto. Il diritto di cronaca è altro. È un messaggio erroneo, da parte della stampa, fare il processo nel processo».

