Telecamere, partono i controlli: ecco tutte le regole da rispettare

9 Novembre 2021

Giovedì entreranno in funzione i 332 occhi elettronici installati dal Comune nelle zone più a rischio All’esame del consiglio le norme per tutelare la privacy dei cittadini e il trattamento dei dati personali

PESCARA. Giovedì entreranno in funzione le 332 telecamere all’avanguardia che il Comune ha installato nelle zone più a rischio della città. Per l’occasione è prevista una cerimonia di inaugurazione, alle 11,30, della control room, ossia la stanza di controllo delle immagini posizionata nell’edificio dell’ex Onmi di via del Circuito. È stato invitato il sottosegretario al ministero dell’Interno Nicola Molteni.
Ora manca solo un tassello. «Mercoledì (domani, ndr)», ha spiegato l’assessore alla sicurezza Adelchi Sulpizio, «il consiglio comunale esaminerà il nuovo regolamento per la disciplina della videosorveglianza nel territorio comunale che è una sorta di aggiornamento di quello precedente».
Il provvedimento è composto da 13 pagine all’interno del quale sono contenute le norme per tutelare i cittadini e garantire la riservatezza nel trattamento dei dati personali. In particolare, il regolamento disciplina le modalità di utilizzo degli impianti di videosorveglianza fissi, mobili, di lettura targhe e fototrappole di proprietà del Comune. Le telecamere installate riprenderanno e registreranno immagini che consentiranno di identificare in modo diretto o indiretto le persone riprese. Alcune, invece, sono specializzate solo a rilevare la targa dei veicoli in transito.
La prima regola da rispettare è quella che si basa sul principio di liceità. In pratica il trattamento dei dati personali, effettuato attraverso sistemi di videosorveglianza da parte di soggetti pubblici, è consentito solo per le funzioni istituzionali.
È previsto, inoltre, il principio di necessità. Ciò significa che i dati personali possono essere utilizzati per identificare l’interessato solo in caso di necessità. Per questo va evitata la rilevazione di dati in aree o attività che non siano soggette a concreti pericoli, o per le quali non ricorra un’effettiva esigenza di deterrenza. È inoltre consentita la videosorveglianza come misura complementare volta a tutelare la sicurezza urbana anche nell’ambito di edifici o impianti dove si svolgono attività produttive, industriali, commerciali o di servizi. Sono designati al trattamento dei dati il comandante dei vigili urbani e gli altri dirigenti dei servizi competenti. L’utilizzo degli impianti è finalizzato alla prevenzione, indagine e accertamento di atti delittuosi o attività illecite.
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