Telecamere tutte fuori uso E l’aggressore non si trova

Montesilvano. A più di una settimana dal caso di sevizie subìte da una 51enne gli investigatori non possono contare su eventuali riprese. E scoppia la polemica
MONTESILVANO. Occhi elettronici tutti spenti nella città adriatica e alcuni crimini rischiano per questo di rimanere senza un colpevole. Seppure l’imminente approvazione del Bilancio di previsione – in programma lunedì prossimo - dovrebbe portare alla soluzione del problema, con lo stanziamento di circa 85mila euro di fondi per il ripristino e il potenziamento del servizio di videosorveglianza, da mesi ormai i cittadini e le stesse forze dell’ordine devono fare i conti con la mancanza di telecamere attive in città.
Come rivelato nei mesi scorsi dal comandante della polizia locale Nicolino Casale, infatti, nessuno dei 150 occhi elettronici comunali è attualmente funzionante. E per una serie di motivi. Alcune telecamere, come ad esempio quelle sul lungomare, sono dotate di una scheda che andrebbe prelevata e scaricata ogni due giorni, con grande dispendio di energia per l’acquisizione costante delle immagini. Altre, invece, funzionano attraverso un sistema wireless a ponte, per cui se smette di funzionarne una, conseguentemente si disattivano anche tutte quelle a valle. Altre ancora hanno bisogno di manutenzione. E così, sono diversi gli episodi in cui le forze dell’ordine non hanno potuto contare sulla collaborazione delle telecamere. È il caso dell’incendio del Tortuga, avvenuto alla metà di aprile, ma anche di un paio di episodio gravi che nei giorni scorsi si sono verificati a Montesilvano. Il principale è senza dubbio quello legato all’aggressione subita da una donna di 51 anni lo scorso 28 luglio, quando la montesilvanese è stata bloccata e seviziata da un uomo tuttora rimasto senza volto, nonostante che i carabinieri stiano continuando a battere ogni pista per risalire al colpevole. Anche in questa circostanza, la presenza di un sistema di videosorveglianza attivo avrebbe potuto essere particolarmente d’ausilio.
Questa settimana, invece, a fare i conti con le telecamere spente, seppur di recente installazione, sono stati gli abitanti del condominio di via Cavallotti che affaccia sul parco dedicato a Falcone. A riferirlo è proprio il presidente del comitato di residenti “Queen Park Giovanni Falcone”, Emiliano Clivio. «Qualche notte fa un uomo ubriaco all’interno del parco stava creando disturbi agli abitanti dei palazzi e alcuni residenti lo hanno invitato ad andare via», racconta. «Ma a quel punto lui ha dato in escandescenze e ha spaccato la vetrata di uno dei portoni d’ingresso. Sapendo che un paio di anni fa erano state installate delle telecamere nel parco, l’amministratrice del condominio si è rivolta alla polizia locale affinché fossero visionate le immagini per risalire al colpevole. Invece abbiamo scoperto che già non sono più funzionanti. Riteniamo che questo sia molto grave e chiediamo che vengano riattivate il prima possibile».
A tal proposito il sindaco Ottavio De Martinis ha più volte rassicurato i residenti che, dopo l’approvazione del Bilancio, il sistema di videosorveglianza sarà ripristinato e potenziato.

