Telefonia, scioperano in 5mila per il mancato rinnovo del contratto

31 Gennaio 2017

Domani manifestazione davanti alla prefettura di lavoratori dei call-center e dipendenti di Tim, Vodafone e WindTre

PESCARA. Domani cinquemila lavoratori del settore delle telecomunicazioni incroceranno le braccia in segno di protesta contro il mancato rinnovo del contratto nazionale, scaduto da oltre due anni.

I lavoratori delle aziende di tutto l'Abruzzo si incontreranno davanti alla sede della prefettura di Pescara, in piazza Italia, dalle 10,30 alle 13. Il presidio si svolgerà in contemporanea con lo sciopero nazionale, indetto dai sindacati di categoria della Slc/Cgil, Fistel/Cisl e Uilcom/Uil per l'intera giornata di domani. La mobilitazione interessa, tra gli altri, i dipendenti dei principali operatori telefonici come Tim, Vodafone e WindTre e i lavoratori dei call-center.

Il sit-in è stato organizzato dai segretari regionali Guido Cupido (Slc/Cgil), Paolo Boccomini (Fistel/Cisl) e Marco Giusti (Uilcom/Uil Abruzzo) per contestare «i tagli indiscriminati di salario e di diritti, le proposte inaccettabili avanzate per il rinnovo del contratto nazionale delle telecomunicazioni e i licenziamenti camuffati da trasferimenti da parte delle aziende».

La previsione è di riuscire a portare in piazza duecento lavoratori dalle diverse città abruzzesi. «Rivendichiamo», dicono i sindacati, «un contratto che tuteli i diritti, le professionalità e il salario, mentre respingiamo le pretese aziendali finalizzate a introdurre condizioni lavorative inaccettabili in tema di flessibilità, controllo e retribuzione».

Secondo i rappresentanti dei lavoratori, migliaia di posti sono a rischio a causa delle vertenze in atto in molte aziende, sia nel comparto dei call center sia in quello della rete.

«Un settore strategico», rimarcano Cupido, Boccomini e Giusti, «per lo sviluppo e l'innovazione del paese, che deve garantire ai cittadini l'accesso alle tecnologie e il diritto alla privacy, non può essere ispirato dalla logica dello sfruttamento selvaggio del lavoro».

I lavoratori fanno sapere che durante lo sciopero saranno garantiti esclusivamente i servizi minimi, compresi quelli di rete, di supporto e di assistenza tecnica. In ogni caso, per tutta la durata del turno di lavoro di otto ore, potrebbero esserci possibili ritardi nell'erogazione dei servizi.

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