Tempi d’attesa: svelati tutti i numeri delle Asl

Si va da dati medi-record negativi (mammografie) a un’efficienza svizzera Il dossier dell’Agenzia sanitaria consegnato ai manager: debbono migliorare
PESCARA. Più di trecento giorni per un ecodoppler dei tronchi sovra aortici, ben 368 per un’ecografia al seno e 233 per una mammografia. Ma ne bastano tre di giorni per una visita oncologica e solo dieci per una cardiologica. I tempi di attesa variano in modo sostanziale da Asl ad Asl. Schizzano in alto oppure si mantengono bassi con una efficienza quasi da ospedale svizzero.
Sembra un sistema più caotico che ordinato. Questo dicono i numeri che pubblichiamo. Numeri che fanno parte del dossier della Regione che traccia il quadro completo delle liste d’attesa per visite specialistiche o prestazioni strumentali in Abruzzo. Bisogna però saper leggere questi numeri. Se il 50 per cento delle rilevazioni dice 60 giorni significa che la metà delle prestazioni viene assicurata entro quel periodo. In parole semplici: nelle due tabelle che pubblichiamo c’è la media dei giorni d'attesa nelle quattro Asl abruzzesi. Sono dati fondamentali per i manager soprattutto per gli ultimi arrivati, Roberto Testa all’Aquila e Thomas Schael a Chieti, perché è su questi numeri che i dg delle Asl si giocano carriera e posto.
VIA GLI ESTREMI. Per ciascuna prestazione compaiono, nei grafici di cui siamo venuti in possesso, cinque numeri. Di questi riportiamo il valore medio. Gli estremi, infatti, sono paradossali. E la stessa Asr, l’Agenzia sanitaria regionale, nel dossier specifica che si tratta di casi da valutare singolarmente. Casi come i 749 giorni per una mammografia all'Asl Chieti dove però risulta un valore medio di appena 12 giorni. Oppure i 249 giorni per una visita otorinolaringoiatrica alla Asl di Pescara dove la media è comunque di 31 giorni.
SONO PREVISIONI. I dati si riferiscono al tempo che trascorre tra la prenotazione diretta o telefonica al Cup e la data prospettata per l'esecuzione della prestazione. Per questo motivo lo studio prende il nome di “monitoraggio ex ante”. Cioè prima che la visita oppure la prestazione strumentale siano realmente eseguite.
DUE SETTIMANE. È il Ministero della Salute che stabilisce, per tutte le Regioni, le settimane di rilevazione che in totale sono quattro in un anno suddivise in due momenti differenti. L'Abruzzo è stato monitorato per due settimane nel mese di ottobre del 2018 e per altri 14 giorni in aprile del 2019. Da quest'ultima data fino ad oggi i valori medi non sono cambiati, assicurano dall’Asr. I numeri del dossier di aprile, quelli che pubblichiamo, sono stati raccolti e analizzati dall'Agenzia sanitaria presieduta da Alfonso Mascitelli, il data manager statistico è Vito Di Candia. LE DISTINZIONI. Le prenotazioni sono state distinte nelle quattro forme esistenti: breve, differibile, programmata e urgente. Negli atti sono riportati anche i numeri di prestazioni fornite dalle Asl nelle settimane prese in esame: 5.618 all'Aquila, 3.786 a Chieti, 5.875 a Pescara e 5.759 a Teramo, per un totale di 21.038. La Asr ha successivamente approvato, con l'assessore alla Sanità Nicoletta Veri, un Piano operativo regionale. E poi ha chiesto alle Asl di approntare un piano attuativo che punti a risolvere le criticità emerse nel monitoraggio eseguito ad aprile. E le Asl lo hanno fatto o lo stanno facendo.
GLI SCOPI. Nel Piano operativo si legge che «la riduzione dei tempi di attesa costituisce un obiettivo prioritario della Regione Abruzzo per la significativa ricaduta che riveste sia sull'organizzazione del servizio sanitario sia sul diritto dei cittadini all'erogazione delle prestazioni definite dai livelli essenziali di assistenza».
Per avere un'idea completa dei tempi d'attesa rimandiamo alla lettura delle due tabella ribadendo che si tratta di numeri di giorni medi, e che per ciascuna prestazione nel dossier sono riportati anche i casi estremi di attese da record o l'esatto contrario. È importante la valutazione finale che la Regione fa, sempre nel Piano operativo consegnato alle Asl: «La situazione attuale delle liste d'attesa mostra una condizione di gestione disomogenea del sistema di prescrizione, prenotazione ed erogazione». Qual è l’obiettivo chiesto ai manager delle Asl? È quello di raggiungere un sistema organico attraverso «una collaborazione stretta fra le Asl, gli utenti, gli specialisti ed i medici di base» e soprattutto «rigorosi criteri di appropriatezza e priorità delle prestazioni».

