Tempi lunghi per il referendum

Collegio di garanzia fermo: manca il via libera del Csm al presidente del Tribunale
PESCARA . La realizzazione del palazzo della Regione nell’area di risulta potrebbe essere oggetto di una consultazione popolare. Nelle scorse settimane, il consigliere comunale di Azione-Terzo Polo, Carlo Costantini, ha proposto l’indizione di un referendum consultivo per far esprimere i pescaresi, anche i 16enni (opzione consentita dallo statuto comunale) sulla collocazione decisa con un protocollo d’intesa tra Comune e Regione e che ora ha ottenuto anche l’ok della commissione Via. Il risultato che verrà incassato nella consultazione popolare, però, poiché si tratta di un referendum consultivo, non sarà vincolante. Secondo quanto stabilisce l’articolo 39 dello Statuto, le firme necessarie per la presentazione della richiesta del referendum dovranno essere pari al 5% dei cittadini elettori, cioè circa 5 mila.
L’idea di Costantini era di presentare l’istanza entro il 31 dicembre, in modo da consentire la celebrazione del referendum entro il 30 giugno. I tempi però sembrano allungarsi. Lo statuto comunale stabilisce che per valutare l’ammissibilità del referendum, la sua legittimità ai sensi di legge e dello statuto comunale e quindi consentire la raccolta firme, debba essere costituito un collegio di garanzia, composto dal presidente del consiglio comunale Marcello Antonelli, dal segretario comunale Carla Monaco, dal presidente del tribunale Angelo Bozza e dal presidente dell’Ordine degli Avvocati, Vanni Di Bartolomeo. Per la partecipazione del presidente Bozza serve l’autorizzazione del Csm, ovvero il Consiglio superiore della magistratura. Non si conoscono tuttavia i tempi con cui l’organismo rilascerà il disco verde e dunque al momento tutta l’operazione appare congelata. Fino ad allora il collegio non può riunirsi e dunque dare il suo parere.
Costantini, che ha già pronti i moduli per far partire la raccolta firme, ma che necessitano del timbro comunale, propone due quesiti: il primo riguarda la volontà di revocare la delibera e il protocollo d’intesa che hanno segnato l’inizio del percorso per la realizzazione della sede nell’area di risulta. Il secondo quesito si estende alla Nuova Pescara, chiedendo se la collocazione del futuro palazzo regionale debba essere decisa sulla base di una valutazione che tenga conto del territorio di Pescara, Montesilvano e Spoltore messe insieme. (m.pa.)

