Tempi stretti per i buoni alle famiglie svantaggiate

3 Dicembre 2020

PESCARA. Ammonta a 675 mila euro il contributo stanziato nell'ultimo decreto Ristori per la solidarietà alimentare. Il fondo è stato acquisito in bilancio nel consiglio comunale di lunedì. Tocca ora...

PESCARA. Ammonta a 675 mila euro il contributo stanziato nell'ultimo decreto Ristori per la solidarietà alimentare. Il fondo è stato acquisito in bilancio nel consiglio comunale di lunedì. Tocca ora all'amministrazione stabilire le modalità con cui verrà distribuito tra buoni spesa e pacchi alimentari, attraverso un bando, tra le famiglie pescaresi che si trovano in stato di disagio economico e sociale. Con il Natale alle porte e le necessità delle famiglie, per approcciarsi con maggiore serenità alle festività, seppure quest'anno più contenute per non favorire l'esplosione di una nuova ondata del contagio, i tempi per la predisposizione degli atti si fanno stretti.
Per fare il punto sull'iter, ieri mattina, la commissione Vigilanza si è riunita sul tema. «È vero che l'acquisizione dei fondi è avvenuta lunedì, tuttavia che ci fosse questo stanziamento è noto già da prima, dato che il decreto risale a diversi giorni fa», sostiene il presidente di commissione Piero Giampietro. «Anche se non c'era conoscenza sull'esatta entità del contributo, sarebbe stato opportuno muoversi con anticipo. I criteri, le modalità di accesso al bando e i documenti necessari alla richiesta del contributo avrebbero dovuto essere già predisposti, in modo da essere pronti al momento dell’effettiva disponibilità dei fondi, come hanno fatto altri Comuni. Il rischio ora è di non arrivare nei tempi utili per Natale alla distribuzione dei buoni». Non sembra preoccupato l'assessore alle Politiche sociali Adelchi Sulpizio, che sebbene ammetta che la macchina per la predisposizione amministrativa degli atti non sia ancora partita, confida di completare l'iter nel giro di una settimana. «Non sarà possibile utilizzare le stesse modalità con cui sono stati distribuiti i buoni spesa durante la prima ondata della pandemia», afferma Sulpizio «sia per i processi utilizzati, giustificati dalla situazione di emergenza nella quale ci trovavamo, sia per la disponibilità delle risorse umane, molte delle quali oggi in smart working. Va pensata anche una piattaforma da utilizzare per raccogliere le richieste, ma il lavoro inizierà già nei prossimi giorni». (m.pa.)