Templari federiciani, nuove investiture

24 Marzo 2022

COLLECORVINO. L’ex convento San Patrignano di Collecorvino ha ospitato, nei giorni scorsi, la cerimonia di elevazione delle nuove dame e dei nuovi cavalieri della Confraternita cristiana...

COLLECORVINO. L’ex convento San Patrignano di Collecorvino ha ospitato, nei giorni scorsi, la cerimonia di elevazione delle nuove dame e dei nuovi cavalieri della Confraternita cristiana internazionale del Sovrano Ordine Monastico Militare dei Templari Federiciani. Anche a Pescara, come nele altre province abruzzesi e in tutti paesi del mondo, c’è una sede. Il 13 marzo scorso, le nuove dame e i nuovi cavalieri hanno ricevuto l’investitura dal Gran maestro dei Templari federiciani, Corrado Maria Armeri.
Durante la cerimonia hanno prestato giuramento e indossato il mantello bianco, sul quale spicca la croce rossa, simbolo dei Cavalieri Templari Federiciani, entrando così a far parte, a pieno titolo, dell’Ordine Monastico Militare dei Templari Federiciani.
Molti i giovani, i professionisti di spicco, i militari, che hanno scelto di far parte della Confraternita abbracciando quelli che sono gli ideali secolari attorno a cui ruota l’ordine ossia Dio, famiglia e patria, «ovvero quei valori che permeano ogni azione di un templare, il cui compito è quello di schierarsi al fianco dei più deboli e di aiutare il prossimo, attraverso iniziative pubbliche, soprattutto in questo periodo di grande crisi sociale». Oltre alle iniziative di pubblica assistenza, previsti anche eventi legati alla cultura, volti alla valorizzazione del territorio, grazie alla presenza del Caffé Letterario Federiciano. Il Sovrano ordine monastico militare dei templari Federiciani è un organismo cristiano «deciso a portare avanti le battaglie secondo i principi della fede in Gesù Cristo, della cultura, della legalità, della carità cristiana e della solidarietà». I templari Federiciani adottano la convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e collaborano con le istituzioni che hanno competenza nella tutela dei minorenni da abusi e maltrattamenti, tra cui le forze di polizia e la magistratura, e promuovono presso le autorità pubbliche e gli enti territoriali, l’adozione di norme e di prassi tali da favorire la sicurezza dei minori in tutti i contesti educativi. Sono «in piena comunione con l’autorità ecclesiale cattolica e quelle riconosciute dalla Santa Sede»