Templi crematori: l’Abruzzo ne avrà tre

1 Novembre 2023

A maggioranza passa il provvedimento sulle autorizzazioni ai Comuni per realizzare gli impianti

L’AQUILA. In Abruzzo nasceranno almeno tre impianti per la cremazione delle salme. Una scelta che, sulla base dei dati relativi ai decessi e ai prelievi di campioni biologici previsti dalla legge per casi del genere, riguarda un abruzzese su dieci. Anche se non sono disponibili, finora, dati Istat sulle cremazioni, si può ipotizzare, infatti, che l’andamento della scelta crematoria sia destinato ad avere un incremento nei prossimi anni. Il caso dei templi crematori – e delle autorizzazioni per i Comuni alla loro realizzazione all’interno dei cimiteri, ad almeno 200 metri di distanza dal centro urbano e 500 da strutture sensibili – è approdato di nuovo ieri all’Emiciclo dopo che l’iter del provvedimento amministrativo ha avuto bisogno di un ulteriore passaggio in commissione. L’assemblea regionale ha detto sì – a maggioranza – al piano regionale di coordinamento per il rilascio delle autorizzazioni alla realizzazione di templi crematori.
lo stato dell’arte
Sul territorio regionale sono in fase avanzata procedure di autorizzazione per la realizzazione di templi crematori. La legge 130 del 2001 prevede, infatti, che vi sia almeno un crematorio per ogni regione. L’Abruzzo fa eccezione, in quanto, al momento, non vi sono impianti di questo tipo. Le imprese funebri che ricevono la richiesta da parte dei familiari di persone defunte si rivolgono agli impianti delle regioni vicine, come Lazio, Marche e Campania. I criteri per la definizione del fabbisogno regionale cambiano da territorio a territorio. Nelle regioni che hanno già attivato le strutture, in alcuni casi, è stato seguito il criterio di un impianto ogni 4-500mila abitanti. In altri un impianto per una popolazione residente di 500mila abitanti e un numero di decessi l’anno pari a 5.000. Un altro parametro da considerare – come si legge nel documento redatto dal Servizio Prevenzione Sanitaria-Medicina Territoriale, che ha costituito un tavolo tecnico per la definizione del piano regionale – è quello del numero di cremazioni effettuate in un impianto: affinché sia efficiente, in termini tecnici ed economici, un impianto deve compiere almeno 1.200 cremazioni all’anno. Per tutti questi motivi, oltre al piano approvato ieri, serve un piano di fabbisogno di templi crematori – con un atto di competenza della giunta regionale, dalla definizione all’approvazione alla periodica revisione – che tenga conto almeno di dati di mortalità aggiornati, fabbisogni crematori effettivi, templi effettivamente realizzati e loro caratteristiche, impatto sulla qualità dell’aria e sulla salute, nel rispetto delle indicazioni tecnico-localizzative contenute nel documento.
i numeri
La popolazione abruzzese al primo gennaio 2022 è pari a 1.273.660 residenti e mostra una costante diminuzione dal 2013 (dato Istat). In Abruzzo, dal 2013 al 2020, c’è stata una riduzione della natalità, mentre il tasso di mortalità, da 10,6 decessi per mille residenti nel 2019, aumenta a 12,6 decessi per mille nel 2020, per ragioni probabilmente legate alla pandemia. In questo intervallo di tempo il bilancio demografico mostra un calo costante: il saldo naturale negativo è aumentato, da -5.127 nel 2015 a -7.790 nel 2020. La variazione percentuale della popolazione di gennaio 2021 rispetto a gennaio 2015 evidenzia una diminuzione del 3,06%, quasi il doppio del valore nazionale (-1,72%). Il numero di decessi, che nel 2004 era pari a 13.075, è andato progressivamente aumentando fino al 2017, quando è stato pari a 15.484, dopo un decremento nel biennio successivo in cui era pari a circa 14.600, nel 2020 e 2021 è tornato ad aumentare fino a 16.657.(e.n.)
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