Tenta di violentare una donna: arrestato

Paura in centro: la vittima è riuscita a citofonare al figlio mentre l’uomo cercava di abusare di lei. In carcere un 35enne
PESCARA. Stava rientrando a casa dopo una serata trascorsa con gli amici. All’improvviso si è avvicinato un uomo, ha cominciato a toccarla e poi ha provato a violentarla. Non c’è riuscito perché il figlio della donna, allertato attraverso il citofono, ha messo in fuga il malintenzionato. E dopo neanche 36 ore l’aggressore è stato rintracciato e bloccato dai carabinieri. Per lui è scattato un provvedimento di fermo e si sono aperte le porte del carcere. Ieri, poi, è arrivata la convalida dal parte del giudice per le indagini preliminari e la disposizione che l’uomo resti nella casa circondariale.
L’arrestato è un 35enne bulgaro, senza fissa dimora, di cui i carabinieri non forniscono il nome ma solo le iniziali, M.E.. È una persona già conosciuta dalle forze dell’ordine, che gli uomini dell’Arma di Pescara Scalo non hanno fatto fatica ad identificare.
Questi i fatti, ricostruiti proprio dagli investigatori, coordinati dal capitano Antonio Di Mauro, comandante della compagnia. È la notte del 27 gennaio. Una donna poco più che cinquantenne rientra a casa dopo un appuntamento con gli amici. Si presenta un uomo mentre lei si trova davanti al portone del suo condominio, in centro. Lo sconosciuto usa un pretesto: chiede una sigaretta e poi allunga le mani. La palpeggia, poi va anche oltre. Usa la forza, tenta di abusare sessualmente della malcapitata. La donna non cede alle pressioni, si divincola e riesce a raggiungere il citofono. Preme il pulsante corrispondente alla sua abitazione e comincia ad urlare. Il figlio si precipitata dalla madre, si lancia sull’uomo, che intanto non ha mollato la presa, e lo allontana. La donna è salva, anche se profondamente turbata dall’accaduto.
L’aggressore sparisce e intanto viene lanciato l’allarme. La vittima fornisce una ricostruzione dei fatti e un identikit del responsabile. Scattano le indagini e le ricerche. I sospetti dei carabinieri si concentrano sul bulgaro, una persona che ha già avuto a che fare con le forze dell’ordine. L’uomo viene intercettato vicino casa della donna proprio mentre la vittima sta sporgendo denuncia in caserma. È lei stessa a riconoscerlo, quando gli viene mostrato. E le sue indicazioni, insieme agli elementi raccolti dei carabinieri, fanno scattare il provvedimento di fermo, indispensabile per evitare che fugga e faccia perdere le tracce. Sono passate meno di 36 ore dai fatti.
Il 28 gennaio il 35enne finisce in carcere e il sostituto procuratore Andrea Papalia chiede non solo la convalida del fermo ma anche l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare. Il giudice per le indagini preliminari si muove proprio in questo senso: convalida il fermo e dispone che il bulgaro resti in carcere. Ieri lo straniero si è visto notificare lì il provvedimento che lo riguarda. Il reato di cui deve rispondere è violenza sessuale.
Un episodio sgradevole che fa emergere (ancora una volta) i rischi a cui sono esposte le donne. Proprio per questo i carabinieri suggeriscono di seguire alcuni consigli. Sempre meglio avere con sé uno spray al peperoncino, da usare contro i malintenzionati. Poi le donne non dovrebbero uscire sole di notte, specie in zone isolate, e dovrebbero evitare di accettare passaggi dagli sconosciuti. In caso di bisogno rivolgersi sempre alle forze dell’ordine.
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