Tentata estorsione a D’Alfonso: il senatore in aula come testimone

13 Novembre 2021

PESCARA. Testimone eccellente ieri in tribunale per il processo a carico del geometra Giuseppe Cantagallo, accusato di tentata estorsione nei confronti dell'allora governatore Luciano D'Alfonso. E...

PESCARA. Testimone eccellente ieri in tribunale per il processo a carico del geometra Giuseppe Cantagallo, accusato di tentata estorsione nei confronti dell'allora governatore Luciano D'Alfonso. E ieri mattina proprio il senatore si è seduto sul banco dei testimoni per spiegare nei dettagli, al giudice e al pm, il procuratore Anna Rita Mantini, quella vicenda e il perché della sua denuncia.
L'imputato, che è a processo insieme alla moglie, alla figlia e a un medico che rilasciò dei certificati compiacenti, alla vigilia della sua testimonianza nel processo Mare-Monti, nel 2017, inviò a D'Alfonso una mail con la quale gli chiedeva 130mila euro per non andare a testimoniare. «Cantagallo», ha detto il teste, «è un geometra che si occupò di rilievi topografici per conto della Provincia che all'epoca presiedevo. Poi, quando si rese conto dei fondi che vennero stanziati per quella opera voleva rientrare come progettista. Fece anche dei ricorsi di lavoro che perse e proprio quando gli venne notificata l'ultima sentenza negativa si scatenò. Seppi anche di una telefonata che fece con Rocco Petrucci dove mi riempì di parolacce. Poi arrivò questa mail».
«L'obiettivo», spiega ancora il teste al pm, «era di far del male e di organizzare una condotta sbagliata come mercimonio. Ho percepito l'offensività di questa testimonianza anche in linea con il fatto che c'era un processo ancora in corso (quello tuttora aperto sulla Mare-Monti ndc) nei confronti di alcune società coinvolte, e anche se io ero già uscito assolto, comunque quella vicenda riguardava la mia storia amministrativa. Quando è arrivata la mail, nel novembre del 2017 e peraltro con un titolo singolare, “segnale di pace”, decisi di denunciare il fatto per far sì che mai più possa accadere».
Al termine della sua deposizione, il senatore ha poi tenuto nella sua sede una conferenza stampa in relazione alla recente assoluzione dell'allora presidente del consiglio regionale Marino Roselli sul caso «cabina di regia» di Spoltore. Il senatore ha annunciato il suo impegno per «un’iniziativa normativa per fare in modo che l'articolo 358 del Codice di procedura penale, che oggi riguarda soltanto la figura del pm, possa riguardare anche le aliquote della polizia giudiziaria relativamente al dovere di ricercare e valorizzare elementi e prove a favore dell'indagato».
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