Tentato omicidio, Fasciani operato

25 Maggio 2023

Al 56enne, vittima dei colpi di pistola del nipote, sono stati estratti tre proiettili dalla spalla: resta in gravi condizioni

PESCARA. È stato operato ieri, in ospedale, Giancarlo Fasciani, 56 anni, di Civitaquana, che il 17 maggio è stato ferito a colpi di pistola dal figlio del cugino, Nico Fasciani, un fabbro di 24 anni. Il giovane gli ha sparato con la sua pistola Beretta calibro 22, per motivi ancora sconosciuti, colpendolo alla fronte e alla spalla. Nel corso dell’intervento di ieri gli ortopedici gli hanno estratto tre proiettili e alcuni frammenti dalla spalla e le sue condizioni restano comunque gravi. Con lui è stata ferita anche la compagna, Paola Palma, di 29 anni, e entrambi sono ricoverati in Rianimazione dalla sera stessa del tentato omicidio, in condizioni critiche.
Ci sono ancora molti aspetti da chiarire sull’accaduto. I due, che convivono in contrada Sterpara di Civitaquana, erano in casa: l’uomo, un raccoglitore di ferro, era sul divano e la donna sulla poltrona quando Nico Fasciani, che era da loro, è uscito dal bagno e ha esploso otto colpi contro la coppia, per poi allontanarsi da quell’abitazione. È stato preso successivamente dai carabinieri e lui stesso ha ammesso le proprie responsabilità aggiungendo che la pistola usata era in macchina. Si tratta di un’arma detenuta regolarmente dal giovane per la caccia (al cinghiale), che pratica regolarmente. È stata Palma a chiedere aiuto, telefonando al 112. Con un filo di voce, ferita, ha raccontato i fatti, indicando anche il nome del responsabile, facendo scattare subito la macchina dei soccorsi ma anche le ricerche del giovane. È stato fermato mentre cercava di tornare a casa sua, a pochi passi dall’abitazione dei due feriti, ed è stato arrestato ma né allora né successivamente ha voluto spiegare il movente. È rimasto in silenzio anche durante l’interrogatorio di garanzia davanti al gip Fabrizio Cingolani: si è avvalso della facoltà di non rispondere e il giudice ha disposto che resti in carcere perché c’è il pericolo che commetta altri reati dello stesso tipo, senza che si possano circoscrivere le ragioni del suo agire. Un comportamento, quello di Nico Fasciani, che cozza con l’immagine che ha sempre dato di sé in paese. Viene descritto come un ragazzo per bene, un grande lavoratore, prudente con le armi durante le uscite di caccia col suo gruppo: una persona che non ha mai creato problemi, assolutamente a posto, con una famiglia stimata e amata. Un neo? Potrebbe essere l’acquisto di cocaina, ceduta a Nico da Giancarlo Fasciani, pare. Ma perché sparare allo zio? (f.bu.)