Teodoro neo assessore Sconfitto Di Matteo

25 Agosto 2017

Chi vince e chi perde nella lunga sfida per le poltrone all’interno del Comune Alessandrini: «Così si ricompongono gli equilibri». Ma è resa dei conti nel Pd

PESCARA. L’attesa è andata avanti fino a sera, quando Gianni Teodoro e Simona Di Carlo si sono presentati in Comune per firmare l’accettazione delle nomine ad assessori. Si chiude così la lunga telenovela sul rimpasto in giunta, andata avanti per più di un mese. Ma gli effetti non si sono ancora conclusi. Ora parte la resa dei conti nel Pd, con i dimatteiani che potrebbero mettere in atto la minaccia, già avanzata la settimana scorsa, di uscire dalle maggioranze di Regione, Provincia e Comune di Pescara. Se ne saprà di più oggi. La componente che fa capo a Donato Di Matteo e che vede in prima fila Giuliano Diodati, l’assessore escluso dalla giunta per far posto a Teodoro, ha convocato una conferenza stampa con tutto il gruppo, alle 12, alla Regione.
Del resto, il grande sconfitto di questo rimpasto è proprio l’assessore regionale Donato Di Matteo. Le sue minacce, rivolte a Luciano D’Alfonso, nella sua interminabile battaglia contro il presidente della Regione, al sindaco Marco Alessandrini e all’intero Pd, che sembravano aver avuto inizialmente effetto, si sono rivelate inefficaci. Alessandrini e il Partito democratico, dopo aver graziato in un primo momento Diodati orientando la scelta su Stefano Civitarese, ci hanno ripensato facendo uscire l’assessore al bilancio. Invece, il vero vincitore di questa operazione è Gianni Teodoro. Dopo l’estromissione dalla giunta di sua figlia Veronica, ha tessuto una trama machiavellica mettendo alle corde con la sua lista civica, composta dal fratello Piernicola, capogruppo e da Massimiliano Pignoli, consigliere, l’intera maggioranza. Al punto che Alessandrini e il Pd sono stati costretti a riaprire un dialogo e ad inchinarsi all’alleato scomodo per potersi garantire una coalizione solida in consiglio e, forse, per poter gettare le basi di una nuova alleanza, con una lista civica che vanta migliaia di voti, in vista delle elezioni regionali e comunali del 2019.
E l’ulteriore dimostrazione della sua forza arriva dall’assegnazione delle deleghe. Teodoro ha fatto il pieno ed è riuscito a strappare all’assessore Antonella Allegrino anche una delega pesante come quella della gestione delle case popolari e la relativa manutenzione. Le altre deleghe sono polizia municipale, detenuta sinora dal sindaco, protezione civile ceduta da Antonio Blasioli, tutela del mondo animale, demanio, associazionismo, politiche comunitarie, contenzioso e patrimonio, delega quest’ultima assegnata alla figlia quando era assessore. Poche, invece, le deleghe alla Di Carlo entrata al posto di Laura Di Pietro. Quelle di un certo rilievo sono ambiente e anagrafe.
Alessandrini tira, almeno per ora tira un sospiro di sollievo. «Attraverso questa nuova composizione della giunta», ha commentato, «si ricompongono gli equilibri della coalizione che nel 2014 ci hanno portato alla guida della città».
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