Terme Caramanico Il Pd denuncia: Regione in ritardo

13 Ottobre 2022

CARAMANICO. «La Regione dispone verifiche preliminari sulle acque, l’avvio era previsto per il 15 ottobre, ma ad oggi mancano ancora i fondi per eseguirle. E non c'è traccia di aiuti per il Comune e...

CARAMANICO. «La Regione dispone verifiche preliminari sulle acque, l’avvio era previsto per il 15 ottobre, ma ad oggi mancano ancora i fondi per eseguirle. E non c'è traccia di aiuti per il Comune e l’intero comprensorio». È la denuncia dei consiglieri regionali Pd Antonio Blasioli e Silvio Paolucci, in merito alle iniziative previste a seguito della revoca della concessione delle terme di Caramanico. Ricostruiscono i due consiglieri: «La concessione è stata dichiarata deceduta lo scorso 17 giugno ma, prima di procedere a un nuovo bando di gara per la concessione delle acque, la giunta Marsilio ha manifestato l’intenzione di svolgere una serie di verifiche preliminari al fine di “conoscere lo stato di manutenzione/efficienza delle opere di presa costituite dalla sorgente “La Salute” e dal pozzo “Gisella” sfruttati dal precedente concessionario, nonché verificare la sussistenza delle peculiari caratteristiche chimico-fisiche delle acque”. Come Partito Democratico», proseguono Blasioli e Paolucci, «abbiamo sottoscritto l’emendamento (inserito nella legge n. 24 del 2 agosto e approvato in tutta fretta) che stanziava 80mila euro per consentire queste valutazioni prodromiche al bando. Il servizio competente il 27 luglio ha avviato una procedura di richiesta preventivi, con termine al 31 agosto, rivolta ad operatori economici interessati ad eseguire le prestazioni in questione, per un importo non superiore a 40mila euro. Nel corso del Consiglio regionale del 27 settembre il presidente Marsilio, rispondendo a un’interpellanza, aveva annunciato come per l’avvio delle verifiche mancasse solo l’assegnazione delle somme destinate all’intervento. Ma siamo al 12 ottobre, a tre giorni dalla data (15 ottobre) per l’avvio delle attività richieste», sottolineano, «e non ci risulta che sia stata predisposta alcuna variazione di bilancio che consenta al servizio Politica energetica e Risorse del territorio di affidare la valutazione. Senza variazione non si può procedere ad alcun affidamento e la variazione è una competenza della giunta regionale. Intanto si aggrava la crisi di un territorio ad alta vocazione turistica che continua a invocare soluzioni tempestive».