Terme di Caramanico, ecco una nuova cordata per il rilancio: c’è anche Silvio Maresca

I colossi nazionali delle Terme trattano per la struttura abruzzese. Diffuso un comunicato stampa e l’imprenditore Maresca sottolinea: “È assolutamente necessario definire prima il destino degli asset delle terme di Caramanico e poi assegnare le acque a chi avrà i mezzi per utilizzarle”
PESCARA. La partita per l’acquisizione delle Terme di Caramanico si riaccende. «È assolutamente necessario definire prima il destino degli asset delle terme di Caramanico e poi assegnare le acque a chi avrà i mezzi per utilizzarle». Sono parole di Silvio Maresca, amministratore unico di Terme di Torre Canne srl, società pugliese che, insieme al Gruppo Terme & Spa Italia, ha presentato all’Areacom, agenzia regionale per gli appalti, un’istanza di differimento della scadenza del bando per la concessione delle acque termali. Il termine, già prorogato una volta, è fissato al 27 febbraio alle 12. Tra i soggetti interessati figurano anche Terme Inn Popoli srl, che ha offerto 1,2 milioni fuori asta, e Aca, pronta a investire circa tre milioni.
Nel gruppo Terme & Spa Italia sono comprese pure le strutture di Saturnia, Milano e Chianciano. Maresca valuta all’incirca sui 15 milioni di euro l’investimento necessario per una buona gestione delle terme e dell’Hotel La Reserve.
Nella nota diffusa ieri agli organi di informazione, la società afferma di avere “un forte interesse a valutare le Terme di Caramanico e l’Hotel La Reserve, in sinergia con Terme & Spa Italia, cui fanno capo le Terme di Saturnia, le Terme di Milano, le Terme di Chianciano. Terme di Caramanico può essere un polo avanzato, a livello italiano e oltre, del nuovo termalismo e della nuova medicina del benessere, ma verificarlo richiede un lavoro rigoroso e approfondito”. “Nessuna valutazione trasparente e sana potrebbe farsi, però, se la Concessione mineraria delle acque termali rimanesse disallineata, come lo è attualmente, rispetto alla proprietà degli asset immobiliari oggetto della procedura fallimentare delle Terme di Caramanico (ovvero se l’uso delle acque venisse deciso indipendentemente da chi avrà titolo per riavviare le terme)”.
Sempre nel comunicato si legge… “Premesso che la grandezza economica della concessione delle acque (circa 10.000 euro l’anno) è irrisoria rispetto all’investimento necessario per il rilancio delle Terme di Caramanico e de “La Reserve”, stimabile in circa 15.000.000 di euro, è facile immaginare quali cortocircuiti potrebbero prodursi se permanesse la situazione attuale, del tutto sfavorevole all’interesse pubblico e dei creditori. L’aggiudicatario delle acque, infatti, potrebbe non attivarsi per l’acquisizione del complesso termale, e impedire di fatto che altri lo facciano. Inoltre, assegnare le acque prima delle terme altererebbe gravemente la parità di condizioni dei concorrenti all’acquisto delle terme”. “In sostanza, è assolutamente necessario che si definisca prima il destino degli asset delle Terme di Caramanico (e che vinca il migliore), per poi poter assegnare le acque a chi avrà i mezzi per utilizzarle. Terme di Torre Canne e Terme & Spa Italia, ritengono che un processo ordinato possa garantire un grande progetto di sviluppo del Territorio”, conclude la nota.

