Terme di Popoli stagione salva: si riapre il 10 giugno

Sul sito della struttura annunciata la ripresa dell’attività Frigelli e Lattanzio: «Il servizio deve essere duraturo»
POPOLI. Data e orari delle attività sono già disponibili on line, sul sito internet della struttura. Le Terme di Popoli riapriranno i battenti il 10 giugno: una data particolarmente attesa dai 24 lavoratori che hanno assistito a più rinvii e hanno chiesto l’intervento del sindacato. Della mancata ripresa dell’attività si è infatti occupato nelle scorse settimane Davide Frigelli, della Fisascat Cisl, che ha incontrato il vice sindaco di Popoli Alfredo La Capruccia per sensibilizzare l’amministrazione comunale, visto che l’apertura era stata annunciata per la prima volta a febbraio e poi è slittata a maggio. E ha anche sollecitato una riunione con la Regione Abruzzo, per avere delle risposte anche dall’ente che si occupa delle concessioni. La convocazione dalla Regione non è mai arrivata ma nel frattempo si è saputo della riapertura. «Ora mi auguro», dice Frigelli, che «le terme restino aperte il più a lungo possibile, e lo dico nell’interesse dei lavoratori. Ma la Regione si deve preoccupare della situazione degli impianti termali in Abruzzo» e il riferimento è anche a Caramanico, dove non è stata ancora annunciata la ripresa della stagione, dopo la richiesta della società (in liquidazione) di ottenere un budget anche per la riabilitazione. «Ci rendiamo conto che la situazione debitoria della società concessionaria è imbarazzante», prosegue Frigelli parlando di Caramanico. «Ma si deve sempre tenere conto che c’è un problema occupazionale da affrontare», essendo coinvolte 183 persone, senza considerare l’indotto.
La ripresa dell’attività a Popoli viene salutata positivamente dal consigliere comunale Mario Lattanzio. «Per Popoli è un fatto positivo per cui c’è da gioire per i dipendenti e per l’indotto. Ma resta l’incognita sul futuro. La questione delle terme non si supera con la riapertura dei prossimi giorni: io spero che la situazione si stabilizzi e che la società riesca a superare le difficoltà economiche. Ma è opportuno che il Comune se ne interessi, per capire se può avere un ruolo in questa vicenda. E mi auguro che la Regione convochi tutti i soggetti coinvolti, senza perdere tempo. Perché, se le terme chiudessero, gli utenti della zona sarebbero costretti ad andare altrove, ma non tutti se lo possono permettere».

