Terme di Popoli, verifiche del Tribunale

14 Ottobre 2021

Il 2 dicembre l’udienza nell’ambito di un procedimento avviato dall’amministratore giudiziario delle Terme di Caramanico 

POPOLI. Si accende un faro del Tribunale dell’Aquila sulle Terme di Popoli. La sezione specializzata in materia di imprese se ne occuperà il 2 dicembre – data della prima udienza – nell’ambito di un procedimento avviato dalla Società delle Terme di Caramanico, per il tramite del commercialista Guglielmo Lancasteri, amministratore giudiziario, il cui obiettivo è di arrivare ad una verifica legale-gestionale ed eventualmente allo scioglimento della società di Popoli.
La società di Caramanico è, infatti, titolare di una consistente partecipazione (pari all’82 per cento del capitale sociale, che la rende socio maggioritario) nella società Terme di Popoli, che si occupa dello stabilimento termale di Popoli, ma ormai non ci sarebbero più le condizioni di conseguire l’oggetto sociale.
La genesi di quanto accade oggi risale a molti anni fa, al 1998, quando la allora Caripe concesse un mutuo fondiario di oltre 4 miliardi di lire alla società Terme di Popoli. A garanzia del mutuo fu iscritta una ipoteca per un importo di 8 miliardi e 600mila lire, pari a poco più di 4 milioni 441mila euro, sullo stabilimento termale di Popoli, in località De Contra, con ampio terreno annesso. Dal 2013, però, la società Terme di Popoli si è resa inadempiente nei confronti dell’istituto di credito e nel 2015 la banca ha intimato alla società stessa di pagare circa 2 milioni di euro, oltre gli interessi, altrimenti sarebbe stata avviata la procedura esecutiva. E così è stato. Il passaggio successivo è stato il pignoramento dell’intero stabilimento termale con annesso terreno (il cui valore è stato stimato, con perizia, pari a circa tre milioni e 800mila euro). I primi tentativi di vendita forzata non sono andati a buon fine, cosicché il prezzo a base d’asta si è ridotto e a settembre di quest’anno il complesso immobiliare pignorato è stato aggiudicato per 670mila euro. Una evoluzione, questa la tesi seguita dalla Società delle Terme di Caramanico in amministrazione giudiziaria (assistita dagli avvocati Montanino e Rainaldi), che inciderebbe negativamente sulla possibilità di proseguire l’attività, visto che l’aggiudicazione dello stabilimento termale da parte di un terzo soggetto a tale prezzo non rende più possibile conseguire l’oggetto sociale. Nell’istanza viene anche evidenziato che l’amministratore unico della società Terme di Popoli, Franco Masci, non avrebbe posto in essere sollecitamente tutti gli adempimenti previsti. Per questi motivi la Società delle Terme di Caramanico ha chiesto al Tribunale dell’Aquila la verifica giudiziaria e l’eventuale scioglimento della società di Popoli, non essendoci più le condizioni per andare avanti. (f.bu.)
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