Terme, spunta un piano: 800mila euro per riaprire

29 Giugno 2021

CARAMANICO TERME. Un intero paese mobilitato ieri per l'incontro sul possibile futuro dello stabilimento termale Terme di Caramanico, tenutosi nei locali del centro sportivo Sant'Elena: in prima...

CARAMANICO TERME. Un intero paese mobilitato ieri per l'incontro sul possibile futuro dello stabilimento termale Terme di Caramanico, tenutosi nei locali del centro sportivo Sant'Elena: in prima linea i lavoratori della struttura e i gestori dei locali e delle attività economiche. Tutti volevano sapere se sarà possibile effettuare la stagione termale, a fronte delle dichiarate difficoltà economiche da parte dell’azienda.
La riapertura dello stabilimento resta un problema vitale per il paese alla falde della Maiella, non solo per i suoi abitanti, ma per le centinaia di maestranze specializzate che vi lavorano e per le loro famiglie, professionisti che in caso di mancato riavvio del lavoro, (oltre 180 unità lavorative tra fissi e stagionali) resterebbero senza occupazione. Così come si fermerebbe l'attività economica del paese. Il nocciolo della questione è che le Terme di Caramanico, che dichiara di essere con i bilanci in rosso per oltre un milione 200mila euro, chiede di poter accedere ai ristori Covid, che si aggirano intorno agli 800mila euro, per poter garantire la riapertura e salvare la stagione termale. Stagione che si svolge durante i mesi estivi ed autunnali.
E a decretare se questo è possibile sarà compito della Asl di Pescara, che dovrà dare un responso entro domani, a fronte della presentazione dei documenti fiscali e dei certificati delle spese sostenute dall'azienda termale. Sono le procedure di legge che lo impongono. Qualora si riscontrassero problemi in questo senso, o l'ammontare dei pagamenti effettuati non arrivasse alla somma necessaria richiesta dall'azienda, si rischierebbe verosimilmente l’impossibilità di riaprire i battenti. Altrimento, l’apertura potrebbe avvenire entro il mese, osservando i tempi richiesti per la preparazione degli ambienti di cura e degli apprestamenti necessari.
A spiegare nei dettagli questi aspetti normativi, ieri c’erano il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri e il sindaco Luigi De Acetis, affiancati da Riccardo Padovano della Confcommercio e Daniela Renisi della Federalberghi, oltre ai rappresentanti sindacali dei lavoratori e delle associazioni locali degli albergatori e dei commercianti.
Il sindaco De Acetis ha in ogni caso sollecitato l'analisi di ogni possibilità in modo da poter dare sostegno all'azienda «poiché», ha detto, «l'importanza della sua presenza e la funzionalità delle terme nel nostro paese esulano dal contesto di registri contabili di un’azienda ed investono l'intero comparto dell'entroterra montano della Maiella che vive da sempre con questa attività economica».
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