Terme, spunta un piano: 800mila euro per riaprire

CARAMANICO TERME. Un intero paese mobilitato ieri per l'incontro sul possibile futuro dello stabilimento termale Terme di Caramanico, tenutosi nei locali del centro sportivo Sant'Elena: in prima...
CARAMANICO TERME. Un intero paese mobilitato ieri per l'incontro sul possibile futuro dello stabilimento termale Terme di Caramanico, tenutosi nei locali del centro sportivo Sant'Elena: in prima linea i lavoratori della struttura e i gestori dei locali e delle attività economiche. Tutti volevano sapere se sarà possibile effettuare la stagione termale, a fronte delle dichiarate difficoltà economiche da parte dell’azienda.
La riapertura dello stabilimento resta un problema vitale per il paese alla falde della Maiella, non solo per i suoi abitanti, ma per le centinaia di maestranze specializzate che vi lavorano e per le loro famiglie, professionisti che in caso di mancato riavvio del lavoro, (oltre 180 unità lavorative tra fissi e stagionali) resterebbero senza occupazione. Così come si fermerebbe l'attività economica del paese. Il nocciolo della questione è che le Terme di Caramanico, che dichiara di essere con i bilanci in rosso per oltre un milione 200mila euro, chiede di poter accedere ai ristori Covid, che si aggirano intorno agli 800mila euro, per poter garantire la riapertura e salvare la stagione termale. Stagione che si svolge durante i mesi estivi ed autunnali.
E a decretare se questo è possibile sarà compito della Asl di Pescara, che dovrà dare un responso entro domani, a fronte della presentazione dei documenti fiscali e dei certificati delle spese sostenute dall'azienda termale. Sono le procedure di legge che lo impongono. Qualora si riscontrassero problemi in questo senso, o l'ammontare dei pagamenti effettuati non arrivasse alla somma necessaria richiesta dall'azienda, si rischierebbe verosimilmente l’impossibilità di riaprire i battenti. Altrimento, l’apertura potrebbe avvenire entro il mese, osservando i tempi richiesti per la preparazione degli ambienti di cura e degli apprestamenti necessari.
A spiegare nei dettagli questi aspetti normativi, ieri c’erano il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri e il sindaco Luigi De Acetis, affiancati da Riccardo Padovano della Confcommercio e Daniela Renisi della Federalberghi, oltre ai rappresentanti sindacali dei lavoratori e delle associazioni locali degli albergatori e dei commercianti.
Il sindaco De Acetis ha in ogni caso sollecitato l'analisi di ogni possibilità in modo da poter dare sostegno all'azienda «poiché», ha detto, «l'importanza della sua presenza e la funzionalità delle terme nel nostro paese esulano dal contesto di registri contabili di un’azienda ed investono l'intero comparto dell'entroterra montano della Maiella che vive da sempre con questa attività economica».
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