Terna ricorre al Tar del Lazio: no al blocco lavori a Sambuceto

La società che deve realizzare l’elettrodotto chiede l’intervento della magistratura amministrativa Contestata l’ordinanza del sindaco che impedisce l’apertura del cantiere sull’asse della Tiburtina
SAN GIOVANNI TEATINO. Nuovo braccio di ferro tra Terna e Comune di San Giovanni Teatino. Questa volta, l’elettrodotto transfrontaliero Montenegro-Italia sarà al centro di un ricorso davanti al tribunale amministrativo, causa lo stop, imposto un mese fa, con ordinanza del sindaco Luciano Marinucci, all’apertura del cantiere lungo la statale Tiburtina e su altre strade di Sambuceto per le indagini tecniche e i lavori finalizzati allo studio di progetto per la posa del cavo terrestre in corrente continua e delle opere accessorie.
La Terna ha impugnato nei giorni scorsi al Tar Lazio il provvedimento del sindaco, di fatto un divieto d’accesso del cavo proveniente dall’altra sponda dell’Adriatico nel territorio di San Giovanni Teatino. Sarà l’ex primo cittadino, avvocato Carlo Costantini, a battersi in tribunale in difesa delle ragioni dell’amministrazione municipale, che ha intrapreso ormai una guerra su tutti i fronti contro Terna. Il Comune non ha potuto evitare di costituirsi in giudizio in quanto l’ordinanza stop-Terna ha di fatto impedito al gestore delle reti elettriche di avviare i lavori (l’ inizio dell’attività era previsto il 16 marzo scorso). Circostanza che rende la difesa dell’ente «ancor più necessaria per evitare che possa configurarsi una situazione tale da legittimare istanze risarcitorie».
Gli interventi della Terna erano previsti sui tratti della rete viaria interessati dal passaggio del cavo: Tiburtina, via Po (zona Ipercoop), via Po-Fosso Formanera, via Po-via Chiacchiaretta e via Muccioli.
L’ordinanza che vieta l’autorizzazione ai lavori è stata motivata, in primis, per il contenzioso che non si è ancora concluso, pendente al Consiglio di Stato, contro la sentenza del Tar Lazio dello scorso settembre, che ha rigettato il ricorso del Comune per l’annullamento del decreto del ministero dello Sviluppo economico. Provvedimento che, nel 2011, ha dato il via libera al progetto dell’interconnessione elettrica Italia-Montenegro, a Pescara, Spoltore, Cepagatti e San Giovanni Teatino.
Tra le ragioni del no a Terna, anche la presunta violazione del regolamento comunale sulla manomissione del suolo. Dal canto suo, Terna ribadisce che il Comune non ha mai opposto resistenza al passaggio del cavo ai tempi delle trattative in sede di conferenza dei servizi. Che anzi sono state disertate dall’ente (all’epoca con a capo un’altra giunta e un altro sindaco) almeno in tre riunioni (marzo, aprile e novembre 2010), ma ha provveduto a inoltrare due note con pareri favorevoli, come si legge nella sentenza Tar di settembre, al gestore elettrico: «La mancata pronuncia da parte delle amministrazioni alla conferenza di servizi è intesa quale rilascio di parere favorevole».
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