Terremotati abruzzesi nel cuore del parlamento

Musica e brindisi per novecento arrivati da Teramo e L'Aquila con la presidente della Camera Boldrini: "I nostri figli meritano un paese più sicuro"
ROMA. Le luci di Natale della Città Eterna risplendono, e regalano una sensazione di insperato calore nella fredda e caotica serata romana. La giornata è stata lunga, per i terremotati abruzzesi che la presidente della Camera, Laura Boldrini, ha invitato a Montecitorio per assistere al Concerto di Natale. Più di 150 persone sono partite ieri mattina dai comuni colpiti dagli eventi sismici di agosto e ottobre scorsi. Unite a quelle provenienti dalle altre regioni devastate dal terremoto, hanno portato a quota 900 i partecipanti. Una presenza così massiccia, come ha detto più tardi la presidente Boldrini, probabilmente in quell’aula non c’era mai stata.
Speranze e desideri si mescolano alle note della JuniOrchestra dell’Accademia nazionale di Santa Cecilia, diretta dal maestro Simone Giannini. L’esordio è dei più classici, con l’Inno nazionale di Mameli-Novaro, passando per “Il barbiere di Siviglia”, Mozart, Puccini, per finire L’Inno alla Gioia di Beethoven, che i presenti hanno accolto in piedi con un lungo applauso. E poi il brindisi nel Transatlantico, con prodotti provenienti dalle zone terremotate. Fra tutti, il torrone morbido al cioccolato, dolce tipico aquilano.
In aula, a rappresentare l’Abruzzo, il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, i sindaci di Montereale e Campotosto Massimiliano Giorgi e Luigi Cannavicci, con rispettive delegazioni, tanti cittadini di Capitignano; e ancora, il sindaco di Rocca Santamaria Lino Di Giuseppe, di Valle Castellana Vincenzo Esposito, di Crognaleto Giuseppe D’Alonzo, di Montorio al Vomano Giovanni Di Centa, di Cortino Gabriele Minosse, di Tossicia Franco Tarquini, di Civitella del Tronto Cristina Di Pietro, di Torricella Sicura Daniele Palumbi, e di Castelli Rinaldo Seca.
«Come prima cosa», ha esordito la presidente Boldrini, «vorrei rivolgere a nome mio personale e dell’intera Camera dei deputati un caloroso benvenuto alle donne, agli uomini, alle ragazze e ai ragazzi dei Comuni colpiti dal terremoto, che sono qui a Montecitorio così numerosi». Presenti in aula, anche la vice presidente del Senato Linda Lanzillotta, e il sottosegretario Maria Elena Boschi, protagonista di un selfie con il sindaco di Montereale. «Il Natale, come sappiamo bene», ha proseguito Boldrini, «è tra le più importanti festività religiose del mondo cristiano. Per voi e tante altre famiglie, quest’anno il Natale sarà più difficile. Il nostro ricordo commosso va alle 299 persone che hanno perso la vita sotto le macerie. Molti di voi e tanti altri che oggi non sono presenti in quest’aula passeranno il Natale fuori casa, perché le abitazioni sono state distrutte o lesionate. Questo invito vuole essere un modo per trasmettervi il calore e la vicinanza delle istituzioni e di tutto il popolo italiano».
Anche il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, al termine della manifestazione, ha parlato della necessità di far sentire il calore delle istituzioni alle persone che si trovano in difficoltà. «Le istituzioni sono vicine ai comuni che hanno subito il sisma, ma soprattutto ai cittadini. Un segno di grande vicinanza, di positività. Le istituzioni ci sono. Questo significa anche il concerto di Natale, ma anche ricordare alle istituzioni che ci sono cittadini che vivono momenti di disagio, e quindi bisogna rivolgere loro tutta l’attenzione che meritano». Giornata con bilancio positivo, per il sindaco Giorgi, che ha parlato di «segnale importante. La presenza del Governo», ha detto sull’autobus, durante il viaggio di ritorno, è fondamentale per le zone terremotate, e lo abbiamo visto per L’Aquila». Montereale è stata particolarmente segnata dai terremoti di agosto e ottobre, visto che il 50% delle verifiche effettuate sugli immobili ha dato esiti di inagibiità. «Il problema», ha concluso, «non è soltanto quello immobiliare. Non bisogna spegnere i fari sul cratere, anche perché c’è ancora lo sciame sismico in corso. A prescindere dalla ricostruzione, bisognerà intervenire al più presto sulla statale 260, la superstrada L’Aquila-Amatrice e risolvere i problemi di viabilità dell’Alta Valle dell’Aterno, in questo momento particolarmente carente».
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