Terremoto, sotto controllo i ponti e la diga di Penne

25 Agosto 2016

Nei centri vestini la scossa ha fatto riversare in strada centinaia di cittadini A Farindola Palatenda aperto per chi dorme fuori casa. I numeri dell’emergenza

PENNE. Tutti i residenti del comprensorio vestino si sono svegliati la notte scorsa nel terrore, con ilmedesimo senso di angoscia vissuto quella maledetta notte del 6 aprile 2009 per il terremoto dell’Aquila. La scossa delle 3,36 ha fatto riversare su strade e piazze di Penne e di altre località dell’entroterra montano, centinaia di cittadini che, questa volta, hanno deciso di uscire subito di casa, memori dell’incubo vissuto sette anni fa. Subito sono scattate anche le prime verifiche. Sotto stretto controllo l’invaso della diga di Penne, come pure ponti e viadotti delle strade principali .

«Non abbiamo rilevato danni a persone e cose, ci siamo attivati immediatamente dopo la prima scossa delle 3.36 per monitorare la situazione e attivare i primi interventi sul territorio comunale. C’è stata tanta paura», dice il sindaco di Penne, Mario Semproni, che ha convocato giunta e tecnici comunali in municipio poco dopo l’evento sismico per fare il punto della situazione e attivare i dispositivi di soccorso alla popolazione coordinati dalla protezione civile.

In città, sono arrivate da Pescara due squadre dei vigili del fuoco per le prime ispezioni nelle abitazioni del centro storico. È stato effettuato anche un lungo sopralluogo nei reparti dell’ospedale San Massimo. «Nelle prossime ore» prosegue il sindaco, «avvieremo verifiche più approfondite negli edifici pubblici per accertare la presenza di eventuali danni. Ora», aggiunge il primo cittadino, «il nostro pensiero va principalmente alle comunità colpite dal terremoto e alle famiglie delle vittime».

La protezione civile ha attivato un numero di telefono per segnalare eventuali danni: 337.915745. E l’amministrazione civica ha deciso di rinviare le manifestazioni ludiche e culturali in programma ieri sera. Tanta paura anche nei piccoli centri pedemontani del Pescarese.

«Grazie a Dio», afferma il sindaco di Farindola, Ilario Lacchetta, «non abbiamo avuto danni a persone e cose. È stato attivato il centro operativo comunale al palazzo municipale (085.823131) e abbiamo messo a disposizione il Palatenda Don Florio Simoni per ospitare cittadini che avessero timore di dormire a casa». Lo stesso Comune di Farindola, con la protezione civile, ha allestito un punto di raccolta di beni di prima necessità per poter offrire un aiuto alle zone più colpite dal terremoto.

Anche a Civitella Casanova, così come a Montebello di Bertona, non sono emersi danni ad abitazioni e strutture pubbliche. Il sindaco di Civitella, Marco D’Andrea, ha comunque informato la cittadinanza che nelle prossime ore continueranno sopralluoghi approfonditi soprattutto sugli edifici pubblici strategici.

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