Terreno incolto lasciato a topi e serpenti

27 Maggio 2016

In via Giardino appezzamento coperto da rovi e rifiuti. A pochi metri un parco giochi in abbandono

PESCARA. Il signor Odorisio al suo quartiere ci tiene. A lui nel 2005 vennero affidate le chiavi del cancelletto che chiudeva l’allora riqualificato parco giochi di via Lago di Borgiano disegnato dall’architetto del Comune Pierpaolo Pescara, e lui lo teneva pulito e controllava che non si verificassero atti di vandalismo su altalene e cavallucci, chiudeva e apriva il cancelletto a orari precisi e riportati su un cartello. Lo faceva «perché mi faceva piacere», ricorda. «Sono stato emigrante in Germania per 10 anni, e lì tutti danno una mano a tenere in ordine il proprio rione, altrimenti li multano. Così mi sono abituato a farlo anche io – spazzare davanti casa, sfalciare lungo i bordi della strada... – e la trovo una cosa buona e giusta». Poi, in seguito a un problema di attribuzione di responsabilità in caso di danni a oggetti e piccoli frequentatori del parco, Odorisio D’Antognio preferì restituire lucchetto e chiavi al Comune.

Il suo posto da “nonno guardiano” non è stato preso da nessuno e nel tempo il parco giochi è stato praticamente abbandonato a se stesso, con il risultato che i giochi sono rotti, i muretti di recinzione semidivelti, l’erba è alta, i rifiuti si ammucchiano, gli insetti proliferano e bimbi e mamme si tengono alla larga. Ora Odorisio, con sua figlia Nadia D’Antognio, vuole denunciare pubblicamente la situazione di degrado del parco e non solo.

In via Giardino, dove il pensionato abita, strada del quartiere Villa del Fuoco-Rancitelli che corre quasi parallela a via Lago di Borgiano, tra le casette e i palazzoni c’è un ampio appezzamento di terreno incolto che appartiene a privati. Su quel terreno l’erba è alta, i rovi coprono la rete di recinzione e i rifiuti lanciati all’interno, ci sono serpenti e topi che raggiungono le abitazioni vicine e le zanzare che si alzano da lì, dove la disinfestazione tarda sempre, «sembrano elicotteri». Inutili i ripetuti solleciti ai proprietari: «Sono persone che di questo spazio non si occupano», spiega Odorisio, «preferiscono rischiare la multa, che gli costerebbe comunque meno che far sfalciare l’erba e tenerlo pulire».

Il solerte cittadino ha anche chiamato la Asl «due o tre volte, mi passano il servizio e la linea cade», racconta. E lo ha detto ai vigili urbani in occasione di una manifestazione nel quartiere: «Mi avevano assicurato che avrebbero segnalato la cosa», conclude D’Antognio, «ma è passato tempo, la situazione peggiora e non accade nulla».(la.di.)

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