Terza dose da lunedì per 30mila cittadini

18 Settembre 2021

Priorità ai fragili. L’assessore Verì: saranno chiamati dalle Asl

L’attesa è finita: da lunedì si parte con le terze dosi di vaccino anti Covid in Abruzzo. Sono circa 30mila i cittadini coinvolti da questa prima fase del nuovo richiamo, secondo i dati della Regione. Il ministero della Salute, infatti, ha delineato alcune categorie prioritarie da tutelare, come i trapiantati, i dializzati, i soggetti con immunodeficienze primitive e secondarie, e affetti da Hiv. In sintesi, si tratta dei cosiddetti soggetti fragili, che precederanno le altre categorie a rischio come gli over 80, gli ospiti delle strutture per anziani e il personale sanitario e sociosanitario. L’altra importante novità riguarda le modalità con cui verrà somministrata la terza dose. La Regione, infatti, ha chiarito che non ci sarà bisogno di prenotarsi, ma saranno le 4 Asl a contattare telefonicamente i pazienti interessati e a fissare l’appuntamento per la terza somministrazione. Un metodo utile per accelerare le vaccinazioni in una fase in cui molti abruzzesi devono ancora completare (o iniziare) il ciclo vaccinale. Per chiarire tutti i dubbi principali, relativi alla terza dose, il Centro ha sentito l’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì.
Assessore, faccia un appello ai circa 30mila cittadini coinvolti da questa prima fase: perché devono fare la terza dose?
«È importante, perché si tratta di soggetti immunocompromessi, tra i primissimi ad essere stati vaccinati. Diventa dunque fondamentale fornire loro uno strumento aggiuntivo di protezione, per non incorrere nei rischi che potrebbero derivare dai malanni di stagione che compariranno già nelle prossime settimane, all’arrivo dei primi freddi».
Che tipo di vaccino sarà utilizzato per le terze dosi?
«Verranno utilizzati i vaccini a Rna messaggero, quindi Pfizer e Moderna».
E chi ha ricevuto la monodose di AstraZeneca? Riceverà sempre AstraZeneca o uno tra Pfizer e Moderna?
«Anche a chi ha già ricevuto un vaccino a vettore adenovirale, come AstraZeneca o Johnson e Johnson, saranno somministrati Pfizer o Moderna».
Quali tempi prevede per questa prima fase di terze dosi?
«Non credo, sulla base dell’esperienza che ormai abbiamo acquisito nel corso della campagna vaccinale, che si tratterà di una procedura molto lunga, anche perché gran parte di questi pazienti è già in cura nelle nostre strutture sanitarie per le loro patologie. Parliamo comunque di soggetti estremamente fragili, con quadri clinici complessi, che necessitano di valutazioni approfondite caso per caso».
Quali saranno, invece, i tempi per le altre categorie?
«Subito dopo questa prima fascia di popolazione, si passerà alle altre categorie individuate nel piano della struttura commissariale nazionale, vale a dire over 80, ospiti delle residenze per anziani e personale sanitario e sociosanitario. Ovviamente, già parliamo di numeri diversi, che imporranno un nuovo sforzo organizzativo al nostro sistema sanitario regionale, che contemporaneamente si troverà anche a dover gestire la campagna vaccinale antinfluenzale. Sulle altre fasce di età, invece, ci atterremo come sempre alle indicazioni che arriveranno a livello nazionale, alle quali ci siamo sempre uniformati».
In Abruzzo ci sono ancora circa 200mila persone senza nessuna dose. Non sarebbe stato meglio colmare questa lacuna prima di cominciare con le terze dosi?
«Io parlerei di due piani diversi: le terze dosi sono necessarie per migliorare la copertura vaccinale nei soggetti più fragili e per non farli trovare impreparati ai rischi che potrebbero derivare dall’arrivo della stagione fredda. Su coloro che invece non hanno ricevuto finora nessuna dose, l’attività di sensibilizzazione e informazione non si è mai fermata, e anche le recenti disposizioni governative sul Green pass hanno spinto un numero importante di scettici a sottoporsi alla vaccinazione. Credo che nel prossimo mese, che ci separa dall’estensione dell’uso del passaporto vaccinale, vedremo tanti altri nostri concittadini sciogliere le proprie riserve. In ogni caso, credo sia importante precisare che non sono 200mila gli abruzzesi non vaccinati, perché in quel numero sono compresi anche gli esenti e coloro che sono guariti dal Covid recentemente».
Secondo lei, le Asl quando faranno scattare le prime sospensioni per i sanitari no vax in Abruzzo?
«Si tratta di procedure che stanno seguendo direttamente le aziende sanitarie e che, per ovvi motivi, non sono centralizzate negli uffici regionali. Da quanto sappiamo sono già state inviate numerose lettere al personale sanitario che risulta non vaccinato, invitandolo a fornire spiegazioni sulla mancata adesione alla campagna vaccinale. C’è una precisa procedura prevista dalla legge che, come sappiamo, prevede un termine, scaduto il quale scatta la sanzione della sospensione dal servizio per coloro che non dimostreranno di essere esenti dall’obbligo. Il mio auspicio, però, è che anche quei pochissimi operatori ancora non vaccinati (siamo infatti tra le regioni in cui il loro numero è tra i più bassi) rivedano la loro scelta».