Terza dose, obbligo per 80mila lavoratori

17 Dicembre 2021

Scuola, sanità e sicurezza: mercoledì è partita la corsa, rischiano multe e sospensioni

PESCARA. L’obbligo vaccinale introdotto mercoledì scorso interessa molti più lavoratori abruzzesi di quelli stimati: cioè oltre 80mila, anziché 55. A chiarirlo è il Governo, fornendo il dato della platea dei lavoratori che devono ricevere la terza dose (sempre dopo 5 mesi dalla seconda), perché entrano a contatto con persone a rischio o fragili. In particolare sono 37.726 componenti del personale sanitario, 32.725 di quello scolastico e 10.241 della comparto della difesa e della sicurezza. Il totale è di 80.692.
CHI SONO
Il decreto del Governo che introduce l’obbligo vaccinale specifica quali sono le categorie interessate. Il personale sanitario è composto da quello delle professioni sanitarie, come medici, infermieri, psicologi, tecnici sanitari, veterinari e farmacisti, oltre che da operatori socio-sanitari e assistenti di studio odontoiatrico, ma anche dagli operatori delle case di riposo Rsa. Per loro l’obbligo c’era già, mentre il 15 dicembre è scattato anche quello per la terza dose. L’obbligo è stato introdotto anche per operatori del soccorso e amministrativi della Sanità. Il personale scolastico si compone invece dei docenti e degli Ata, sia delle scuole pubbliche che private, ma anche del personale delle università. Il comparto della difesa e della sicurezza si compone invece dei militari dei vari corpi e degli agenti di polizia, sia di Stato che penitenziaria e municipale.
COSA RISCHIANO
I lavoratori in questione possono evitare la vaccinazione, o il suo rinvio, solo in caso di accertato pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche, attestate dal medico di medicina generale. Dopo l’accertamento della mancata vaccinazione, l’interessato è invitato a presentare entro cinque giorni la documentazione comprovante l’effettuazione della vaccinazione oppure il certificato che attesta l’esenzione o la possibilità di differire la somministrazione. Decorsi i termini, se l’adempimento non è stato assolto, allora si determina l'immediata sospensione dall’attività lavorativa, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro, ma senza retribuzione. Lo svolgimento dell'attività lavorativa o professionale in violazione dell'obbligo vaccinale è inoltre punito anche con la sanzione amministrativa da 600 a 1.500 euro.
VOLA LA TERZA DOSE
Nel giorno di introduzione dell’obbligo sono state somministrate in Abruzzo 11.439 terze dosi: uno dei dati più alti, superato solo dalle 12.441 del 10 dicembre e dalle 11.667 del 3 del mese. In totale, in Abruzzo sono state somministrate 288.364 terze dosi. La maggior parte agli ultraottantenni (64.429), poi i settantenni (52.852), i sessantenni (57.240), i cinquantenni (52.631), i quarantenni (33.295), i trentenni (16.2999, i ventenni (10.577) e diciottenni e diciannovenni (1.041). (l.t.)