Test anche in case, edifici pubblici e negozi

4 Ottobre 2017

Il Forum H2O sollecita un piano «straordinario e urgente» di verifiche non soltanto sulle fontanine

PESCARA. Chiedono un piano «straordinario e urgente» di controlli dell’acqua potabile distribuita in tutti i quartieri della città attraverso le fontanine, ma anche in abitazioni private, negozi ed edifici pubblici.
Il Forum abruzzese dei movimenti per l’acqua, all’indomani del divieto d’urgenza scattato lunedì pomeriggio nella zona intorno a piazza Grue, torna a sollecitare Comune e Asl sui valori anomali riscontrati nella rete idrica. «Sono state perse tre settimane almeno», spiegano i cittadini riuniti nel Forum H2o, «dietro ipotesi del tutto illogiche come quella della contaminazione dell'ultimo metro delle fontanelle. Ora bisogna recuperare nella massima trasparenza e pubblicare online i referti delle analisi».
Dopo le proteste dei giorni scorsi, sollevate per la chiusura delle fontanine pubbliche nella pineta dannunziana, in via del Santuario e successivamente accanto all’Aurum e in piazza Grue, adesso i rappresentanti del Forum si rivolgono «alle autorità pubbliche di sorveglianza, a partire dalla Asl e dal Comune, quest'ultimo come massima autorità sanitaria».
La richiesta è di avviare un piano di controlli «straordinario e urgente» sull'acqua che arriva nelle case, nei negozi, nelle scuole e negli altri edifici pubblici, mediante «decine di prelievi nell'attuale modalità di erogazione, in modo che sia un campione rappresentativo». «In tutta Italia», sottolinea il Forum abruzzese dei movimenti per l’acqua, «le Asl fanno i controlli dell’acqua potabile distribuita attraverso le fontane. È il protocollo standard. Se queste fossero così vulnerabili alla contaminazione, sarebbe stato adottato un altro metodo di monitoraggio più rappresentativo dell’acqua in distribuzione anche nelle case. Inoltre bastava vedere la frequenza di non conformità dello scorso anno, con un solo caso su un centinaio di controlli effettuati in quasi tutte le fontanelle di Pescara, per comprendere come casi così ravvicinati in aree molto diverse della città avrebbero dovuto far scattare subito un campanello d'allarme». Secondo il Forum, la soluzione non è quella di sospendere l'utilizzo dell’acqua soltanto nelle utenze sottoposte a prelievi. «Purtroppo», aggiungono, «le reti fatiscenti della città non solo perdono molta acqua ma, a causa degli scarsissimi investimenti effettuati nel corso dei decenni, sono fortemente vulnerabili a possibili infiltrazioni». (y.g.)