Test di sicurezza sismica: 63 ponti sotto controllo

7 Marzo 2018

La Provincia investe 450mila euro per valutare i rischi in caso di terremoto Al termine degli accertamenti saranno definiti i lavori da realizzare e i costi

PESCARA. I ponti che si trovano in provincia di Pescara sono sicuri dal punto di vista della vulnerabilità sismica? Per rispondere a questa domanda l’amministrazione provinciale farà esaminare la situazione di 63 ponti e viadotti, quelli ritenuti “strategici”, da quattro società specializzate di cui tre hanno sede a Roma e una in provincia di Treviso. Al termine delle consulenze, la cui durata è di circa 120 giorni dalla consegna dei lavori, la Provincia saprà se sono necessari degli interventi su questi ponti e che tipo di spesa va affrontata per i lavori.
Per affidare gli incarichi la Provincia ha potuto contare sui fondi della Regione che ha stanziato 328.884 euro mentre altri 116.942 euro li ha impegnati la Provincia con il bilancio del 2016, come spiega il presidente Antonio Di Marco annunciando il via di questo studio, «mai realizzato prima» ma indispensabile per capire in maniera preventiva se esistono delle «situazioni di precarietà».
Le fasi previste sono tre. La prima è quella della raccolta dei dati, con l’aiuto degli enti, per esaminare la storia dei ponti coinvolti nello studio (63 sugli oltre 100 di competenza della Provincia). Poi saranno analizzati ed elaborati i dati raccolti attraverso la fase dell’indagine e alla fine saranno messe a punto delle relazioni che dovrebbero essere propositive e prevedere delle fasi progettuali. L’attività da portare avanti prevede anche le verifiche sullo stato di resistenza al sisma, con delle indagini da realizzare direttamente sui ponti.
Va accertata, spiegano dalla Provincia, l’idoneità statica dei ponti in caso di terremoto, e questa valutazione va fatta sulla base delle nuova normativa tecnica delle costruzioni, sottolinea Emanuele Ucci dagli uffici tecnici di Palazzo dei marmi insieme a due rappresentanti degli studi coinvolti, Ugo Vizioli e Luca Aceto. Molti ponti sono datati, alcuni risalgono agli anni quaranta e sono stati realizzati seguendo la vecchia normativa. È possibile, quindi, che per una serie di queste infrastrutture emergerà un incide di vulnerabilità molto basso, al di sotto delle previsioni della normativa attuale. Per questo saranno indicate le opere necessarie per la messa in sicurezza, con una stima dei costi da sostenere.
«È possibile», commenta Di Marco, «che i cittadini non vedano questi interventi come fondamentali, perché si preoccupano di più dell’asfalto da sistemare. E quindi come argomento poteva passare in secondo piano ma si tratta di un elemento di sicurezza per i cittadini», sottolinea sempre Di Marco che ha voluto rispondere alle «premure dei sindaci». Il finanziamento della Provincia per questo studio ha avuto il via libera anche dai sindaci stessi, ricorda, e una volta concluso questo accertamento «dovremo essere pronti ad adottare i provvedimenti del caso». A chi si chiede perché siano stati esclusi altri pronti viene data questa risposta: «Le 63 opere individuate sono di tipo “strategico” il che vuol dire che in caso di calamità naturale devono assicurare un collegamento che altrimenti non sarebbe assicurato».
I lavori sono stati suddivisi in quattro lotti e gli studi professionali individuati dalla Provincia (attraverso una gara con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa) sono questi: Rtp VIA Ingegneria srl/Tecnoland, Rtp Techproject srl/Ingegneria, Integra srl, tutte di Roma, e Rtp ITS srl/geologo David Pomare di Pieve di Soligo.
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