Test diagnostici per la polizia penitenziaria

I sindacati scrivono al governatore Marsilio: «Controlli idonei al personale, anche se asintomatico»
PESCARA. Test per gli agenti di polizia penitenziaria. Li chiedono le organizzazioni sindacali rivolgendosi al presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, nonché all’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì, ai direttori degli istituti penitenziari regionali, al provveditore Lazio, Abruzzo e Molise, Carmelo Cantone. I sindacati Sappe, Osapp, Sinappe, Uilpa Pp, Cisl, Uspp, Cnpp e Cgil, si dicono «fortemente preoccupati per le difficoltose realtà lavorative della polizia penitenziaria, normalmente costretta a lavorare in ambienti sovraffollati ed in carenza di personale». La situazione sarebbe ora più delicata per via della pandemia e in conseguenza del fatto che «i lavoratori non sono supportati a livello logistico da un’adeguata prevenzione a causa della scarsità delle forniture dei dispositivi di protezione individuale», denunciano le organizzazioni sindacali. Le stesse si ricollegano anche alla situazione nazionale, definita «inedita», e che vede «la sospensione dei colloqui con i familiari per i detenuti, il conseguente aumento dei carichi di lavoro per la polizia penitenziaria e la crescente tensione tra la popolazione detenuta».
Alla luce di tutto ciò «il nostro pensiero corre a quello che potrebbe accadere quando, speriamo mai, il Covid-19 entrerà negli istituti» è l’allarme. «Ed è proprio per evitare o comunque ritardare il più possibile quest’altro pericoloso ospite nelle carceri abruzzesi, che chiediamo al presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio, di farsi promotore, come già avvenuto in altre regioni, della sottoposizione a idonei test diagnostici a tutto il personale di polizia penitenziaria, anche se asintomatico, proprio per prevenire l’insorgenza di focolai Covid-19 nelle carceri abruzzesi».
È degli ultimi giorni la notizia della positività al coronavirus di un agente penitenziario del carcere di Sulmona ricoverato nel reparto malattie infettive dell’ospedale di Avezzano. Ventidue agenti che lavorano nel reparto traduzioni detenuti (oltre ai familiari del dipendente) sono stati posti in quarantena obbligatoria e vigilata con due controlli al giorno dei parametri vitali da parte del personale della Asl. (c.s.)

