Test sierologici per il personale

17 Luglio 2020

Il ministro Azzolina: «A settembre si torna in classe in presenza e in sicurezza»

«A settembre si torna a scuola in presenza e in sicurezza. Confidiamo che per il 10 agosto, come si fa in emergenza e in un Paese normale, siano disponibili i test sierologici (ne sono previsti 2 milioni) per personale docente e non docente». Il ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina e il commissario straordinario per l'emergenza Covid, Domenico Arcuri, che ha parlato, quest'ultimo, a margine della “Due Giorni di Alis - La ripresa per un'Italia in Movimento”, cercano, attraverso queste affermazioni, di rassicurare famiglie e personale scolastico attanagliati dai dubbi sulla ripartenza a settembre. Nelle linee guida governative diramate alle istituzioni scolastiche, il ministro conferma, al momento e se non terrà conto delle richieste di dilatazione dei tempi che arrivano dalle Province, che la data di riapertura delle scuole è fissata «dal 1° settembre per il recupero degli apprendimenti delle studentesse e degli studenti che non hanno raggiunto la sufficienza alla fine dell’anno scolastico appena concluso e di tutti gli alunni che i docenti vorranno far partecipare in base alle esigenze della loro classe» e dal «14 settembre cominceranno le lezioni». Studenti, insegnanti e personale Ata troveranno aule «pulite e cosparse di igienizzanti». Secondo le informazioni reperibili sul sito del Ministero dell'Istruzione «sono stati erogati alle istituzioni scolastiche 331 milioni che potranno essere utilizzati anche per piccoli interventi di manutenzione e arredi innovativi», come «banchi di nuova generazione che consentono una didattiva più collaborativa». Per quanto riguarda i distanziamenti non v'è dubbio che sono possibili solo con la ricerca di più spazi, da ricavare tra le mura delle strutture scolastiche. Gli alunni avranno l'obbligo di rispettare la distanza di «1 metro fra le rime buccali», da bocca a bocca, tradotto dal burocratese. Dalle “rime” al “cruscotto”, ovvero «un sistema informatico che incrocia i dati relativi a aule, laboratori, palestre disponibili con il dato delle studentesse e degli studenti e la distanza da tenere». Secondo «i dati dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica», spiega il Ministero, «ci sono poi circa 3mila edifici scolastici dismessi che possono essere recuperati. Si useranno anche spazi esterni, attraverso patti con il territorio, per una didattica che possa svolgersi anche nei musei, negli archivi storici, nei teatri».