Testa patteggia 18 mesi per bancarotta

30 Ottobre 2019

Il consigliere regionale è finito nei guai per la sua attività da commercialista. Coinvolto anche l’imprenditore De Nicola

PESCARA. Si avvia a definizione, davanti al gup, la lunga e complessa vicenda giudiziaria che ha come principale protagonista l'imprenditore Carmine De Nicola e altre 17 persone, fra le quali figura anche l'attuale consigliere regionale di Fratelli d’Italia Guerino Testa, ma non nella sua funzione di politico, bensì in quella di commercialista. Testa ha chiesto di patteggiare 1 anno e 6 mesi di reclusione per alcune bancarotte, mentre ha scelto il rito abbreviato per l'accusa più pesante di associazione per delinquere e per le truffe, ormai prescritte.
Lunedì scorso, l'udienza davanti al gup Gianluca Sarandrea ha permesso dunque di tirare le somme su questa inchiesta lunga 7 anni e che si trova ancora nella fase preliminare. E i 18 imputati hanno scelto strade diverse per definire le proprie posizioni: chi con il rito ordinario, chi con un patteggiamento, altri con il rito abbreviato combinato anche con il patteggiamento. E la pubblica accusa, rappresentata dall'aggiunto Anna Rita Mantini, ha discusso tutte le posizioni e depositato le sue richieste di condanna e di assoluzioni (per pochi), per chi ha optato per i riti alternativi, che verranno definite lunedì prossimo quando, dopo le repliche, il giudice si ritirerà per decidere.
Il rito abbreviato è stato chiesto dal commercialista Andrea Di Prinzio (per lui l'accusa ha chiesto 2 anni di reclusione), Giuseppe Urbinati (1 anno) e Maria Grazia Orlando (1 anno e 6 mesi). Poi ci sono state le scelte combinate, abbreviato per alcuni reati e patteggiamento per altri. E in questo gruppo, come detto troviamo Testa, per il quale con l'abbreviato l'accusa ha chiesto la prescrizione per le truffe e l'assoluzione dall'associazione per insussistenza del dolo; il principale imputato, Carmine De Nicola ha chiesto un patteggiamento a 2 anni e 8 mesi, mentre per l'abbreviato il pm ha chiesto una condanna a 8 mesi; sua figlia Antonella De Nicola ha chiesto di patteggiare 1 anno, 7 mesi e 10 giorni mentre con l'abbreviato l'accusa ha chiesto l'assoluzione; e Paola De Amicis che vuole patteggiare 1 anno, 4 mesi e 20 giorni mentre l'accusa per l'abbreviato ha chiesto 8 mesi. Per tutti gli altri il giudice dovrà decidere se rinviarli a giudizio o no. E in questo gruppo ci sono Antonio Di Ianni, Antonello Ciuffetelli, Pierpaolo De Nicola, Antonella Tancredi, Maria Pia Pagliarone, Tiziana Brunetti, Andrea Orlando, Luisa Verì, Carlo Costantin, Carlo Pagliaricci e Mariarita Chessa. Stiamo parlando di una complessa inchiesta che ha riguardato la galassia di Carmine De Nicola che originariamente era composta da scuole private, case di riposo, società immobiliari, cooperative.
Carmine, il "rettore" come veniva chiamato, era all'apice della sua carriera di imprenditore ed era arrivato anche a correre per l'acquisto di Villa Pini, poi finito con un nulla di fatto perché chi sosteneva la cordata e metteva i soldi si è tirato indietro. Una inchiesta che coinvolge professionisti come il noto commercialista Andrea Di Prinzio, i più stretti collaboratori del "rettore" come Antonio Di Ianni, ma anche i familiari di De Nicola. Un vorticoso giro di società e tante contestazioni di bancarotte fraudolente, di fallimenti, di truffe, anche ai danni dell'erario e dell'Inps, di prestiti milionari elargiti dalle banche (in particolare dalla ex Carichieti). Al centro c'era però l'Opera scolastica Ausiliatrice, società che poi acquistò la Sicof, destinataria di un mutuo da 14 milioni di euro. Insomma un giro ampio e intrecciato, dipanato negli anni dalla procura grazie a questa corposa inchiesta che arriva soltanto oggi a una conclusione parziale.
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