Testa: «Tutelare anche le aree terremotate»

Il parlamentare di Fratelli d’Italia: «Scade la zona franca urbana, garantire uguali opportunità»
PESCARA. Anche le aree terremotate vanno ricomprese nella Zes unica. Un ordine del giorno presentato alla Camera dal parlamentare abruzzese di Fratelli d’Italia Guerino Testa e dal collega Paolo Trancassini, già sindaco di Leonessa (Rieti), impegna il governo a valutare l’adozione di un provvedimento che estenda le misure previste per la nuova Zona economica speciale unica anche ai comuni di Abruzzo, Lazio, Umbria e Marche (se non ricompresi già nelle altre Zes) colpiti dagli eventi sismici dal 24 agosto 2016 in poi.
«uguali opportunità»
L’iniziativa dei due parlamentari di Fratelli d’Italia nasce dal fatto che «è giunta a scadenza la misura agevolativa della cosiddetta Zfu (Zona franca urbana) – istituita nel 2017 – che consente il ricorso a strumenti per il rilancio dell’economia anche grazie a programmi come Next Appennino finanziato dal fondo complementare del Piano nazionale di ripresa e resilienza per le aree colpite dal sisma», come si legge nell’ordine del giorno. Tutto questo «sebbene la scorsa legge di bilancio abbia esteso le esenzioni finora riconosciute e non fruite per i periodi d’imposta 2019, 2020, 2021 e 2022 anche al 2023. Si tratta», scrivono i due parlamentari di FdI, «di territori che si estendono nel complesso su una superficie pari a circa 8mila chilometri quadrati e che interessano 138 Comuni di dieci province, ma che palesemente sono ancora fortemente svantaggiati. Molti dei Comuni che fanno oggi parte della Zona franca urbana, praticamente allo scadere di questa, dal primo gennaio 2024, transiteranno nella nuova Zes unica e potranno rientrare in un regime ben più favorevole e garantito. Gli altri Comuni, pur trovandosi in aree contigue, si troveranno nella situazione paradossale e iniqua di non poter godere dei medesimi benefìci e delle medesime opportunità. Questi Comuni rischieranno, piuttosto, di andare incontro a un depauperamento del tessuto sociale ed economico che difficilmente potrà essere recuperato. È doveroso offrire loro eguali opportunità di sviluppo e crescita includendoli nella nuova Zes unica».(u.c.)

