Testamento biologico, maggioranza divisa
PESCARA. La maggioranza di centrosinistra si spacca sulla mozione presentata da Sel per l’istituzione del testamento biologico. Con 13 voti contrari e 12 a favore e il consigliere dei Liberali...
PESCARA. La maggioranza di centrosinistra si spacca sulla mozione presentata da Sel per l’istituzione del testamento biologico. Con 13 voti contrari e 12 a favore e il consigliere dei Liberali Riccardo Padovano che ha avallato le posizioni dell’opposizione, non è passato il provvedimento che prevede un registro delle «dichiarazioni anticipate di trattamento sanitario» dove si raccolgono cioè le posizioni per iscritto dei cittadini sulle cure mediche da ricevere nei casi in cui non siano più capaci di intendere e di volere. Un qui pro quo, come spiegato successivamente, visto che Padovano sarebbe entrato in aula a giochi fatti e, non conoscendo i dettagli del documento che si stava votando, avrebbe deciso di esprimersi per il no. Un atteggiamento che ha mandato su tutte le furie la consigliera del Pd Simona Di Carlo, che ha preso la parola per bacchettare pubblicamente il collega di coalizione: «Ho sentito il consigliere Padovano dire “ho votato senza sapere nemmeno cosa”. Questa cosa non va bene», ha poi aggiunto rivolgendosi al capogruppo Pd Marco Presutti. Intanto, è rimasta lettera morta la proposta di Sel sul testamento biologico, presentata da Daniela Santroni sulla scia dell’esperienza realizzata in altri 70 Comuni italiani. «Non si tratta di imporre niente a nessuno, ma unicamente di affermare che ogni individuo ha il diritto di scegliere liberamente a quali cure sottoporsi», ha commentato il coordinatore cittadino Roberto Ettorre, «evidentemente, alcuni esponenti di questa maggioranza ritengono che garantire le libertà individuali non debba essere nelle corde di uno Stato moderno e laico, ma che invece sia necessario imporre a tutti i cittadini la propria visione etica e morale». (y.g.)

