Testata a Vaccaro, De Martinis deve risarcire

Anche il tribunale di Pescara conferma la decisione del giudice di pace per la violenta lite del 2013
MONTESILVANO. Il sindaco Ottavio De Martinis dovrà risarcire l’ex consigliere Fabio Vaccaro così come stabilito dal giudice di pace nell’ottobre del 2018, perché a detta del tribunale, la testata sul naso ci fu.
Il tribunale di Pescara, al quale il primo cittadino aveva fatto appello contro la sentenza che lo aveva ritenuto colpevole dei reati di minacce e lesioni personali, ha rigettato l’appello confermando la sentenza di primo grado.
De Martinis dovrà quindi scontare la pena di 900 euro e assolvere al pagamento delle spese legali di circa 2.200 euro per il primo grado e 1.800 per l’appello, a cui si era aggiunta la condanna al risarcimento del danno - che sarà poi discusso in sede civile – con una provvisionale (quindi un anticipo) di mille euro.
L’episodio risale all’11 giugno del 2013 quando, durante una commissione Sport avente come tema la gestione del PalaRoma, i toni del dibattito erano degenerati, facendo esplodere un’accesa lite tra Vaccaro e De Martinis, allora consiglieri appartenenti a differenti schieramenti politici. Ma quel giorno, in sala Tricolore, a volare non erano state solo le parole, dal momento che il diverbio si era concluso con l’arrivo del 118.
A farne le spese era stato il consigliere Vaccaro che, fin dal primo momento, aveva raccontato di aver ricevuto una testata sul viso da De Martinis, sempre negata da quest’ultimo, che lo aveva portato dritto al pronto soccorso con una lesione del setto nasale e una prognosi di venti giorni. L’episodio, salito alla ribalta delle cronache, aveva suscitato polemiche. Il passo successivo, inevitabile, era stato il ricorso alle vie legali. Dopo il giudizio di primo grado, l’attuale primo cittadino aveva fatto appello nel tentativo di ribaltare l’esito. Ma nessuna delle quattro motivazioni sulle quali De Martinis e la sua difesa hanno basato il ricorso, dunque, è stata accolta. «Dopo sei anni si chiude una bruttissima storia e la verità è venuta fuori in maniera limpida», commenta Vaccaro che continua a dirsi però amareggiato per «un atto gravissimo mai condannato dalle istituzioni». (a.l.)
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