Testimoni di Geova Seimila persone al raduno pescarese

4 Aprile 2018

I portavoce della seconda confessione cristiana in Italia «Così aiutiamo la gente a vincere droga, violenza e alcol» 

PESCARA. Quasi seimila persone hanno partecipato alla commemorazione della morte di Gesù Cristo, celebrata sabato scorso dai Testimoni di Geova nelle varie Sale del Regno tra Pescara e provincia. La celebrazione, che si è svolta contemporaneamente in tutto il mondo, è avvenuta dopo il tramonto nel giorno in cui Gesù stesso la istituì (il 14 Nisan del calendario ebraico) così come indica il Vangelo nel libro Luca capitolo 22, versetto 19.
I presenti alla Commemorazione di quest’anno nella sola provincia di Pescara sono stati 5.846. I Testimoni hanno accolto nei luoghi della celebrazione simpatizzanti, amici, colleghi di lavoro e compagni di scuola: il 35% dei presenti.
Durante l'evento, è stata pronunciata una conferenza basata sui racconti biblici che parlano della vita e del ministero terreno di Gesù e degli effetti positivi che la sua morte di sacrificio ha avuto per tutto il genere umano fedele.
Gli emblemi o simboli usati nella cerimonia sono stati il pane azzimo (non lievitato) e il vino rosso puro, gli stessi usati da Gesù Cristo nell'ultima cena.
Alla fine della cerimonia tutti i presenti sono stati invitati a unirsi con i Testimoni di Geova alle due loro riunioni settimanali e a visitare il loro sito jw.org, i cui contenuti basati sulla Bibbia sono disponibili in oltre 900 lingue. Gli argomenti trattati nel sito riguardano le coppie sposate, i genitori, i single, i ragazzi, i bambini e tutti coloro che desiderano conoscere la Bibbia.
Guido D’Addazio, Sergio Silvi, Francesco Di Clemente e Marco Spelozzo, portavoci dei Testimoni di Geova di Pescara e provincia hanno affermato: «Non ci sono dubbi, studiare la Bibbia ha un gran senso anche oggi. I principi biblici non sono antiquati, piuttosto contribuiscono a migliorare la qualità della vita e aiutano a guardare con fiducia al futuro». Con i suoi 255mila fedeli e gli altrettanti simpatizzanti, quella dei Testimoni di Geova rappresenta la seconda confessione cristiana in Italia, se si contano i cittadini italiani. I Testimoni di Geova sono molto conosciuti per la loro opera di evangelizzazione, ma spesso i benefìci sociali di tale opera passano inosservati. È possibile quantificare l’influenza positiva che i Testimoni di Geova esercitano sul tessuto sociale?
Secondo un sondaggio sono 3.592 comunità di cui 2.592 sono italiane, 65 nella lingua dei segni italiana e altre 935 in 25 lingue straniere. L’inchiesta ha identificato otto problemi che incidono – talvolta profondamente – sul tessuto sociale, non solo sulle persone ma anche sull’economia del Paese: droga, alcolismo, fumo, gioco d’azzardo, violenza domestica, linguaggio violento o volgare. Inoltre il sondaggio ha rilevato il numero di persone che, grazie all’impegno dei Testimoni, hanno modificato comportamenti che in precedenza li avevano portati ad avere problemi con la legge e superato crisi all’interno del matrimonio. Quarantaseimila le persone che hanno abbandonato vizi e comportamenti nocivi; 2592 quelle salvate dalla droga con lo studio della Bibbia; 2882 dall’alcolismo; 20557 aiutati a smettere di fumare; 2432 allontanati dal gioco d’azzardo; 2120 le persone che hanno abbandonato comportamenti aggressivi e violenti dentro le mura di casa. E poi, ancora: sono 12.218 coloro che, prima di diventare Testimoni, usavano un linguaggio caratterizzato da aggressività e scurrilità, ma che sono riusciti nell’impresa di abbandonare tale modo di parlare grazie allo studio biblico. Inoltre, 1.545 sono le persone che, grazie all’operato dei Testimoni, si sono lasciati completamente alle spalle precedenti problemi con la legge.
I portavoce dei Testimoni sottolineano che «gli insegnamenti biblici ribadiscono più volte la necessità della coerenza. In certi casi per conformarsi ai princìpi della Bibbia sono necessarie scelte drastiche, ma che possono essere alla portata di tutti. Lo dimostrano gli attuali 1.050 detenuti che all’interno delle carceri italiane stanno studiando con i ministri di culto dei testimoni di Geova». I quali tengono a precisare che «già dal 1976 i Testimoni di Geova operano gratuitamente nelle carceri, con egregi risultati nel campo dell’integrazione e del recupero sociale, stando alle opinioni espresse dai responsabili degli istituti di pena».
Il sondaggio evidenzia anche il dato sulle crisi matrimoniali. «Sono 2.368 le coppie all’interno della comunità italiana dei Testimoni di Geova che, grazie all’aiuto dei princìpi biblici, si sono riavvicinate dopo una precedente separazione o erano vicine alla separazione e hanno deciso di rimanere insieme. Per i Testimoni di Geova il matrimonio è sacro e va quindi difeso con ogni sforzo, anche se uno dei coniugi non è Testimone». (e.r.)
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