Tiene sotto scacco il carcere di San Donato, scatta l’allarme

Si tratta del detenuto che nel 2023 uccise un compagno di cella. Il sindacato: «Riapriamo gli ospedali psichiatrici giudiziari»
PESCARA. Un detenuto ha seminato il panico all'interno del carcere di San Donato. Si tratta di F.B., di 28 anni, originario di Colle Fiorito di Guidonia, che dopo aver ucciso un compagno di cella nel carcere di Velletri nel mese di giugno 2023, ha provocato il caos in altri penitenziari, appiccando roghi e aggredendo sia agenti che detenuti. Lo fa sapere il segretario nazionale Cnpp-Spp Mauro Nardella. Il 28enne sarebbe dovuto andare in una Rems, strutture per persone con disagi mentali, nei quali però non ha trovato o non hanno voluto riservargli un posto poiché ritenuto troppo pericoloso. Della sua storia ne aveva parlato, attraverso un'interrogazione, anche Ilaria Cucchi. E ora il problema è stato spostato al carcere di Pescara, dove F.B. è stato trasferito.
Con la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari, aumentano le aggressioni. E ora quello che viene considerato il “pazzo” di Pescara ha finora prodotto diversi eventi critici, dice ancora Nardella. E insiste: «Viste le tensioni e le problematiche scaturite dal fatto che gli istituti penitenziari hanno gli strumenti adeguati per affrontare determinate situazioni, è bene cambiare rotta e valutare determinate proposte. Si pensi, per esempio, alla riapertura degli ospedali pediatrici giudiziari in strutture adeguatamente riqualificate, l’utilizzo di sezioni dedicate in istituti come Pianosa e l’Asinara e un maggiore impiego del gruppo intervento operativo (Gio) per la gestione dei detenuti più violenti. Solo così riusciremo ad arginare le aggressioni e a garantire maggiore sicurezza all’interno delle carceri».
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