Buon compleanno Pescara, 90 anni di storia e passione

Il 4 luglio 1936 nasceva il club biancazzurro: una magia che dura da quasi un secolo
PESCARA. “Nato il 4 luglio” non è solo il film basato sulla vita del veterano del Vietnam Ron Kovic, interpretato da Tom Cruise. È anche, e soprattutto, il giorno di fondazione del Pescara Calcio che nel lontano 1936, per merito del presidente Angelo Vetta, venne iscritto nell'allora campionato di Seconda Divisione adottando il bianco e l'azzurro come colori sociali. 90 anni di storia tra vittorie e sconfitte, promozioni e retrocessioni, tutte vissute sotto un'autentica passione della tifoseria organizzata che il 18 novembre, con il club Pescara Rangers, festeggerà un altro importante anniversario, il cinquantennale. Lo stesso traguardo che il 20 luglio 2027 taglierà il club interamente femminile delle Donne Biancazzurre presieduto da Nella Grossi.
Sette volte in A. Il Pescara è l'unica squadra in Abruzzo ad aver raggiunto la massima serie, disputata 7 volte con un quattordicesimo posto che valse la salvezza nella stagione 1987-88 come massimo risultato. Un club capace di resistere perfino al fallimento del 19 dicembre 2008 prima di risorgere a nuova vita, sempre sotto l'egida del Delfino, il 20 gennaio 2009 grazie a una cordata di imprenditori capeggiati dal compianto Peppe De Cecco, Daniele Sebastiani e da Deborah Caldora, figlia di Armando, il costruttore nonché presidente della prima storica promozione in serie A del 1977. Pescara non è mai banale, vive di miti e personaggi che raccontano storie.
Le origini. Dalla Strapaesana, così ribattezzata perchè composta da elementi tutti locali, ai giorni nostri: è tutto un pullulare di gioie ed emozioni. Come quelle che si respiravano nella fossa dei leoni del Rampigna, il mitico campo tra le sponde del fiume dove divenne famoso tale Mario Tontodonati, in arte Testina d'Oro, che detiene ancora oggi il primato di reti realizzate in maglia biancazzurra: ben 120. Insieme a lui i vari Creziato, Mincarelli, Romagnoli, D'Albenzio, D'Incecco, Brandimarte, Melatti, Fabiani, Guarnieri, De Angelis, Maturo, Lacorata e Di Santo, tutti guidati dal campione del mondo Mario Pizziolo, che incarnavano lo spirito della pescaresità purosangue. L'esigenza di nuovi spazi portò all'inaugurazione dello stadio Adriatico il 29 dicembre 1955, ideato dall'architetto Piccinato e ora intitolato a Giovanni Cornacchia, che ospitò tre gare delle Olimpiadi di Roma 1960, i Giochi del Mediterraneo del 2009 e diverse partite della nazionale italiana, ma la squadra si avviava a un periodo transitorio che culminò con il punto più basso della storia, ovvero la retrocessione in serie D del 1972 dopo l'infausta partita di Trani persa per 4-1. Solo chi cade può risorgere recita un antico adagio ed ecco l'immediata risalita con due campionati vinti consecutivamente sotto la gestione Tom Rosati.
L’esodo per la prima Serie A. Il Pescara riassapora la serie B a distanza di 25 anni e non si accontenta. Anzi, muove un'intera regione perché sono 40mila i tifosi che invadono Bologna nello spareggio decisivo per il salto nella massima categoria contro l'Atalanta il 3 luglio 1977. Corso Umberto è tutto una festa quando, di ritorno dal Dall'Ara, sfilano Nobili, Zucchini e Repetto, capitanati dal condottiero Giancarlo Cadè. Di lì a poco, a metà settembre, sarebbe arrivato nello stesso luogo, a piazza Salotto, anche Papa Paolo VI in occasione del congresso eucaristico nazionale. Pescara ama i bis e due anni dopo, il 1°luglio 1979, nello stesso posto, sempre in una Bologna colorata di bianco ed azzurro, ecco un'altra promozione in serie A in uno spareggio secco con il Monza, stavolta targata Angelillo, proprio quell'angelo dalla faccia sporca che però non ebbe grande empatia fra i tifosi.
Il Profeta. Il contrario di Giovanni Galeone, un mito per la città che firma le due promozioni datate 1987 e 1992. La prima con un manipolo di ragazzini sconosciuti ripescati dalla serie C esaltando il cecchino da 21 bombe Stefano Rebonato, la seconda pure con il marchio di fabbrica 4-3-3 in cui emergono gli ex pavesi Allegri e Massara. Ma nell'epoca del Gale ci si esalta anche per altri aspetti che fanno da contorno, come l'inaugurazione della nuova stazione il 27 gennaio 1988, il miracolo mancato sul Colle della Vecchia il 28 febbraio 1988, quando Franco Marchegiani accecato dal sole lasciò spazio al gol decisivo di Giordano in un Pescara-Napoli 0-1, i guizzi di Baka Sliskovic e Leo Junior che annientarono Inter e Juventus, la tripletta del brasiliano Milton Tita all'Olimpico di Roma che fece sognare la qualificazione in coppa Uefa, i 4 gol segnati in poco più di 20' al Milan stellare di Fabio Capello e le carovane di treni speciali al seguito delle trasferte.
Boemo, campioni e storia recente. In epoca recente come dimenticare la fantastica stagione 2011-12, la più prolifica dei biancazzurri in serie B che totalizzarono 83 punti con l'attacco atomico Sansovini, Immobile (bomber con 28 reti) e Insigne, sospinti dalle geometrie di Marco Verratti e dalla spregiudicatezza del boemo Zeman. L'ultima promozione in A è datata 9 giugno 2016, la mette in calce il campione del mondo Massimo Oddo che si avvale dei 27 gol del capocannoniere Gianluca Lapadula. Fino ai giorni nostri sono maggiori i momenti bui, con quattro stagioni consecutive di serie C prima del ritorno in B targato Silvio Baldini al termine della finale play off vinta ai rigori contro la Ternana e la nuova immediata e recente retrocessione in terza serie. Nel corso dei suoi 90 anni di storia il club abruzzese vanta la 38° miglior tradizione sportiva fra squadre che hanno militato in serie A dove occupa il 54° posto nella classifica perpetua dal 1929 oltre al 6°posto in quella di serie B.
I patron. Fra i presidenti più longevi spiccano Pietro Scibilia, 15 stagioni in due parentesi fra il 1987 e 2004, e l'attuale Daniele Sebastiani, al timone dal 2011. Per quel che riguarda i calciatori, Ottavio Palladini comanda la speciale classifica di presenze a quota 344, con Michele Gelsi e Gianfranco De Marchi a completare il podio con 336 e 303. La storia continua, ci si prepara al prossimo ritiro di Campo di Giove in partenza il 18 luglio perché a Pescara il calcio non muore. Mai.
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