Tieri: io, veterinaria tra nuoto, bici e corsa Una vita da sportiva

PESCARA. Di professione fa la veterinaria nella sede di Lanciano dell’Istituto Zooprofilattico di Teramo. Nel resto della giornata, Elga Tieri, pescarese di 51 anni, fa l’atleta per passione. «Dove...
PESCARA. Di professione fa la veterinaria nella sede di Lanciano dell’Istituto Zooprofilattico di Teramo. Nel resto della giornata, Elga Tieri, pescarese di 51 anni, fa l’atleta per passione. «Dove trovo il tempo? Non faccio shopping, vado pochissimo dal parrucchiere e dall’estetista, non perdo troppo tempo per stare dietro alla casa, niente movida e discoteca», dice lei che domenica festeggerà il suo sesto Ironman. «Alla prima edizione vedevo queste persone buttarsi tra le onde e nuotare e mi dicevo: sono dei pazzi. Poi, con le mie amiche Cecilia Di Benedetto e Cinzia Pomante abbiamo deciso di provarci e fare la gara. A dire la verità, la prima volta è stata molto faticosa. Poi, ci si abitua: la fatica non mi spaventa». Una vita da sportiva: «Sì, tutto il tempo libero diventa tempo per allenarsi anche se il peso degli anni comincia a sentirsi», dice Tieri, tesserata con la Fit Program di Pescara per il triathlon e con la Fidas, l’associazione dei donatori di sangue, per ciclismo e corsa. «Quest’anno mi sono allenata poco», assicura lei. E quanto poco? «Un’uscita lunga in bici, il sabato o la domenica, di circa 150 chilometri, corsa un paio di volte a settimana, e un altro paio di volte nuoto in pausa pranzo per i miei classici due chilometri. Oltre a questo, una volta a settimana, vado e torno dal lavoro in bici: 43 chilometri ad andare, da Pescara a Lanciano, e altri 43 a tornare».
Nel triathlon la differenza sta nella testa e nella voglia di arrivare fino in fondo: «Conta la motivazione: a volte quando mi alleno il sabato in bici mi dico ma chi me l’ha fatto fare, poi, in compagnia, questi cattivi pensieri se ne vanno subito. L’allenamento è bello. Poi, per me, la corsa è liberatoria: è come fare un’analisi di se stessi, una terapia, un modo per ripercorrere la mia giornata e guardare da un altro punto di vista. Per il nuoto, invece, ho bisogno di tanta concentrazione: per quest’anno, ho anche una muta nuova ma mi sta troppo stretta e metterò quella vecchia».
Tante rinunce per lo sport, ma anche tante soddisfazioni: «Sono contenta», dice Tieri, «la mia fortuna è stata conoscere persone giuste come Cecilia Di Benedetto che mi spingono ad allenarmi con costanza. È piacevole: io di testa sono una abituata alla fatica: ci vuole tenacia tanto il momento di crisi passa». Si dice che il triatlhon sia uno sport dispensioso: «Probabilmente sì, ma tanto alla fine si risparmia sullo shopping e sulla cura di se stessi», scherza Tieri, che è anche ambasciatrice del marchio sportivo Saucony.
Quest’anno sarà il sesto Ironman, quasi un record: «È una gara che mi piace. Di solito ci metto 6 ore e 40-45 minuti. Solo nel 2014 ci ho messo circa 7 ore e mezzo: ho forato una gomma e ho dovuto aggiustarla da sola. Non l’avevo mai fatto perché uscendo in bici sempre con i maschi, di solito, se ne occupano loro: ai giudici di gara ho detto: datemi il tempo e ci penso io e così è stato. Peccato per il tempo ma non mi sono ritirata». (p.l.)
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