Toccaferro: voglio dare il mio segnale di rinascita

24 Maggio 2020

PESCARA. Posate imbustate. Olio, sale e salse in monoporzione per un unico utilizzo. Addio ai menù che passano di tavolo in tavolo. La scelta è in digitale e per i meno avvezzi basta consultare la...

PESCARA. Posate imbustate. Olio, sale e salse in monoporzione per un unico utilizzo. Addio ai menù che passano di tavolo in tavolo. La scelta è in digitale e per i meno avvezzi basta consultare la tovaglietta usa e getta. Fattoria Toccaferro, tre locali a Pescara e uno a Chieti, ha quasi concluso la prima settimana di riapertura, segnando un nuovo percorso a prova di Covid-19. Il format di ristoranti, nato nel 2015 dall'idea dei fratelli Daniele e Federica Capperi, ha riaperto lunedì scorso. «Non abbiamo esitato nemmeno per un istante», racconta l'imprenditore 36enne. «Siamo un riferimento nel settore e ripartire significava dare un segnale importante ai clienti e al personale». Nei quattro locali trovano lavoro 72 dipendenti. «Abbiamo fatto la scelta precisa», sottolinea «di reintegrarli tutti, organizzando delle turnazioni». I quattro ristoranti sono stati adeguati secondo le disposizioni, a cominciare dalla collocazione di dispenser di igienizzanti a sensore all'ingresso e nei servizi igienici e dalla segnaletica informativa. «Nel locale di via Firenze, abbiamo spostato la cassa verso l'uscita», specifica Capperi «per limitare i movimenti della clientela all'interno. Quella del pagamento è una fase delicata e quindi abbiamo fatto realizzare una barriera in vetro e legno, in linea con il design del format». Tra gli spazi all'interno e quelli all'esterno, i coperti di via Firenze oggi sono 75, esattamente la metà rispetto alla capienza pre-Covid. «I tavoli sono distanziati più di un metro», chiarisce «calcolando l'ingombro delle sedute». I clienti hanno l'obbligo di utilizzare la mascherina in tutti i movimenti dentro il locale, con la libertà di toglierla una volta seduti. Disponibili barriere in plexiglass da apporre sui tavoli per chi dovesse richiederlo. «All'atto della prenotazione», dice «domandiamo se si tratta di nuclei familiari, coppie o amici. In questo modo possiamo organizzare il tavolo più idoneo. Abbiamo realizzato dei cavalieri con i Qr code, in modo che il cliente può consultare e salvare il menù direttamente sul cellulare, mentre per chi è meno tecnologico abbiamo stampato la proposta gastronomica sulle tovagliette. E sempre al tavolo mettiamo a disposizione salviette di cortesia igienizzanti». Per tutelare il personale, oltre a guanti e mascherine, il ristoratore ha dotato i camerieri di occhiali da indossare al momento dell'ordine e della disinfezione di tavoli e sedute. «Sul piano della sanificazione, abbiamo acquistato un macchinario all'ozono con cui decontaminiamo tutte le sere le superfici dei locali. Gli investimenti sono stati tantissimi», commenta «in questa prima settimana abbiamo registrato un meno 70 per cento del fatturato, ma l'importante oggi è tutelare la sicurezza di dipendenti e clienti. La ripresa sarà lenta e lunga, ma guardo al futuro con fiducia».