Tocco senza depuratore da 15 anni

17 Febbraio 2016

Comune senza allacci fognari e utenti costretti a pagare un servizio che non c’è

TOCCO DA CASAURIA. I toccolani non ci stanno a essere considerati i maggiori inquinatori del fiume Pescara. È però realtà inconfutabile che i liquami di fogna, all'80 per cento, vengono smaltiti direttamente nel corso d'acqua. Non certo però per volere delle amministrazioni che si sono succedute in paese nell'arco di 15 anni, ma di chi ha gestito gli scarichi fognari.

Il paese dispone infatti di un depuratore, a contrada Ceppeto, cui confluisce la raccolta degli scarichi della parte bassa dell'abitato, circa il 20% del totale. L'azienda consortile aquedottistica (Aca), del resto, non ha mai realizzato l'allaccio del collettore generale a questo depuratore, disfunzione che ha perpetuato lo scarico libero nel fiume. A loro volta, i toccolani si sono visti accreditare per anni in bolletta somme per la depurazione che, in realtà, non è stata mai effettuata. Solo due anni fa, c'è stata la possibilità di chiedere il rimborso all’Aca de versate all’azienda per un servizio che non esiste.

Non tutti però ne sono venuti a conoscenza, perdendo così la possibilità di essere risarciti. Oltre dieci anni fa, è stato approvato il progetto per la costruzione di un secondo depuratore, da realizzare in contrada Francoli, un sito più vicino all'abitato, in modo da poter raccogliere la maggior parte dei reflui e lasciare l’impianto di Ceppeto per la zone periferiche. Un buon progetto, che però è rimasto sulla carta. Il depuratore, infatti, non è stato mai realizzato. Cinque anni fa, con l'insediamento dell'amministrazione in carica, il sindaco Luciano Lattanzio ha più volte sollecitato l'Aca ad aprire il cantiere, cosa che non è mai avvenuta. Di recente, l’opera è stata appaltata ma, inspiegabilmente, si presentano ritardi nell’avvio dei lavori. L’ultima nota di sollecito in viata dal sindaco Lattanzio all’Aca risale a poche settimane fa.

L'impegno di spesa per questa opera supera il milione di euro e il programma dei lavori prevede anche l'adeguamento dell’impianto di contrada Ceppeto, ritenuto di efficienza ridotta rispetto alle accresciute necessità di smaltimento che derivano dall'espansione urbanistica, con nuovi insediamenti civili, e soprattutto industriali. (w.te.)

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