Tolti i sigilli all’appartamento in centro dei Lamaletto
Perde sempre più peso la pista venezuelana che a ridosso dell’omicidio aveva portato gli investigatori a fare accertamenti sui movimenti finanziari dei parenti materni di Alessandro Neri e sugli...
Perde sempre più peso la pista venezuelana che a ridosso dell’omicidio aveva portato gli investigatori a fare accertamenti sui movimenti finanziari dei parenti materni di Alessandro Neri e sugli ultimi spostamenti del cugino di Alessandro, Gaetano junior Lamaletto. Dall’Audi Q7 e dalla Mercedes risultate in uso al giovane titolare dell’azienda vitivinicola della famiglia - fino a tre anni fa affidata proprio alla madre di Alessandro, Laura - non sarebbero emersi particolari utili alle indagini. I Ris di Roma che le hanno analizzate non hanno trovato nulla di rilevante, anche se si aspettano risposte definitive dal calchi degli pneumatici rilevati sul luogo del ritrovamento di Alessandro e affidati alle analisi dei Ris. Stesso esito negativo sarebbe emerso dalla perquisizione e dall’analisi approfondita dell’appartamento di via Regina Margherita del fratello di Laura Lamaletto, Camillo, padre di Gaetano junior. All’appartamento, a poche centinaia di metri da via Mazzini, dove è stata ritrovata la 500 rossa di Alessandro, sono stati tolti i sigilli. Piuttosto, le indagini si stanno concentrando sui rapporti commerciali, e personali, di Alessandro. Oltre alle due società con cui, come ha evidenziato la Guardia di finanza, Neri aveva a che fare pur non rivestendo cariche al loro interno, si sta indagando sulla sua attività di compravendita di merce, all’asta di Roma. E, anche, a una manciata di affari conclusi con la compravendita di macchine. Tanti canali differenti, per i quali il giovane usava telefonini e schede diversi. Uno di questi, con il pc, l’aveva fatto riformattare tre volte nel suo ultimo mese di vita. Perché?

