Toppe di asfalto dopo la pioggia «Mancano i soldi per le strade»

Gli operai del Comune all’opera per le riparazioni. Sulpizio: «Risorse insufficienti, solo 700mila euro» E scoppia la polemica. La Cna chiede opere strutturali e pulizia dei tombini. Pettinari: basta proclami
PESCARA. Si contano i danni, dopo la pioggia di giovedì, e si corre ai ripari, per chiudere le buche che si sono aperte in strada. Ma intanto fioccano le polemiche e le richieste di interventi, dalla pulizia straordinaria dei tombini alle opere infrastrutturali, per evitare il ripetersi di allagamenti.
Per superare i danni provocati dall’acqua piovana, tre squadre di operai del Comune sono al lavoro da ieri mattina e si muovono da una parte all’altra della città per rendere le strade praticabili, realizzando le classiche toppe di asfalto, laddove non ha retto, in modo da scongiurare incidenti e danni. «Sono problemi che si verificano sempre, dopo la pioggia», dice l’assessore Adelchi Sulpizio, che si occupa di manutenzioni ma non ha fondi a sufficienza per fronteggiare tutte le emergenze, visto che a Pescara ci sono 360 chilometri di strade «e abbiamo 700mila euro per questo tipo di interventi, in gran parte già usati, più 200mila ottenuti dallo Stato. Ma sarebbero ben altre le risorse di cui ci sarebbe bisogno e ci auguriamo di intercettare altri fondi nel bilancio comunale, entro l’anno, per proseguire le manutenzioni. Ci danno una grossa mano i percettori del reddito di cittadinanza, ad eseguire i lavori, e dalla prossima settimana, comunque, avremo il supporto di una ditta esterna, una di quelle che abbiamo individuato proprio per questo tipo di opere», vale a dire la chiusura delle buche e la sistemazione dell’asfalto. «Si muoveranno nelle zone dove c’è bisogno, per fronteggiare emergenze e urgenze». Ma non c’è solo il problema dei fondi risicati perché si deve tenere conto anche dei costi in continuo aumento. «Il prezzo dell’asfalto è raddoppiato se non triplicato», dice Sulpizio facendo un paragone rispetto al periodo precedente «alla guerra e al Covid». «Intervenire è una necessità ma non possiamo non fare i conti con questi aspetti, primo tra tutti il budget a disposizione».
I riflessi della pioggia di due giorni fa sono al centro delle riflessioni della Cna, per le conseguenze che gli operatori devono affrontare. Il presidente provinciale Cristian Odoardi fa notare che «è bastata la prima pioggia autunnale per mandare in tilt vaste zone di Pescara, sottolineando – se mai ce ne fosse ancora bisogno – come la città abbia necessità urgente di opere infrastrutturali in grado di evitare il ripetersi di queste situazioni, ma anche di una manutenzione ordinaria che sia degna di questo nome: per evitare che anche le attività economiche abbiano a patire i danni provocati dagli allagamenti, come denunciato da tanti esercenti». E gli interventi da realizzare riguardano, dice la Cna, «il collettamento delle acque piovane, ma l’ordinaria manutenzione di tombini e scarichi, la rimozione di aghi di pino o foglie degli alberi caduti sui marciapiedi, con una pulizia straordinaria dei tombini che, invece, nei giorni scorsi si sono intasati».
Chiede soluzioni anche Domenico Pettinari, vice presidente del consiglio regionale. «Il problema degli allagamenti non è stato risolto dove il Comune aveva promesso di intervenire ed è peggiorato anche dove prima non si registravano criticità. Invito il sindaco Carlo Masci e la sua giunta a fare meno proclami trionfalistici e a sedersi intorno a un tavolo per trovare una soluzione percorribile e definitiva. I pescaresi non possono più essere presi in giro. E siamo solo all’inizio della stagione fredda».

