Torna in forse la data del voto
L’ipotesi del 24 marzo non piace più: è la domenica delle palme
PESCARA. Tre ipotesi, tre bocciature. Anche la data del 24 marzo 2024, infatti, non riesce a mettere d’accordo tra di loro la maggioranza delle Regioni che l’anno prossimo dovranno tornare al voto. Il primo tentativo di fissare le elezioni al 10 marzo è subito fallito. La proposta partita poi dall’Abruzzo di tornare alle urne il 17 marzo non è passata. Marco Marsilio, cui spetta il compito di decidere la data, di concerto con il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, per comunicarla infine alla presidente della Corte d’Appello, Fabrizia Francabandera, ha infatti dovuto frenare in corsa, annullando anche questa seconda opzione. Ne rimaneva solo una a disponibile sul calendario: quella del 24 marzo che però sarà domenica della palme che precede la Pasqua. Una data che, come le precedenti, non riesce a mettere d’accordo Piemonte, Sardegna, Abruzzo e Basilicata, quattro delle cinque regioni interessate, mentre l’Umbria dovrebbe andare da sola.
Nessuno vieta a Marsilio, governatore uscente e ricandidato dal centrodestra, di fare come l’Umbria, cioè di decidere in autonomia la data del voto rispetto ai piani alti, quelli romani, dei partiti della sua coalizione. Ma la strategia del governo e della sua premier, Giorgia Meloni, che puntano a fare cappotto, è quello di far votare le Regione lo stesso giorno di marzo in modo che le elezioni amministrative locali sortiscano lo stesso effetto di una consultazione politica nazionale, un mese e mezzo prima delle Europee. Così per Marsilio riamane il rebus. (l.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

