Torna l’afa, allerta Pineta Si mobilitano i cittadini

7 Agosto 2021

Tavolo in Prefettura, i vigili del fuoco chiedono anche la protezione civile

PESCARA. Da domani di nuovo temperature bollenti: allerta massima per la Pineta Dannunziana. Il timore forte è che, con il caldo, la cenere rimasta sotto la coltre di aghi, così come accaduto nel primo pomeriggio di giovedì, possa riaccendersi, scatenando ancora focolai. Per evitare questo e soprattutto per intervenire nel caso tempestivamente, l'area sarà sorvegliata da una squadra dedicata dei vigili del fuoco e da due della protezione civile. Considerando però che il caldo intenso è previsto anche nell’entroterra con il relativo rischio di incendi pure qui, nel corso di un tavolo tecnico che si è svolto giovedì pomeriggio in Prefettura, i funzionari dei vigili del fuoco del comando provinciale hanno chiesto che ci siano squadre della protezione civile sempre disponibili, e questo proprio perché i loro uomini e mezzi potrebbero essere richiesti altrove.
Durante la riunione, è stata rimarcata la necessità di presidiare costantemente la zona della Pineta, in questi giorni ma anche nelle prossime settimane, tenendo conto che per completare la bonifica occorrerà parecchio tempo. Stando agli addetti ai lavori, trattandosi di un’area sottoposta a vincolo, può essere effettuata soltanto una bonifica superficiale, senza la rimozione di tutto il terreno. Con il pericolo, come si è visto due giorni fa, che il fuoco possa tornare ad ardere. Sono stati addirittura segnalati dei punti, all’interno della Riserva, dove ci sono dei buchi da cui di tanto in tanto continua a uscire del fumo. Ma a parte gettare acqua, pare non si possa fare altro.
Problema invece che non si pone nei terreni esterni, dove la bonifica è stata quasi interamente effettuata. Al momento quindi, si punta tutto sulla sorveglianza e sulla prevenzione e le richieste dei vigili del fuco sono già state inoltrate alla Regione.
Ma a presidiare la Pineta, domani, non ci saranno soltanto i pompieri o le squadre della protezione civile. Alle 18.30, cittadini e associazioni si incontreranno davanti al cancello grande della Riserva per un momento di condivisione, discussione, presa di coscienza del valore e del rispetto per questo luogo «'importantissimo» per tutta la regione oltre che per Pescara. «Dobbiamo sapere», dicono gli organizzatori, «che cosa si può fare e invece cosa non si deve. Dobbiamo conoscere di più la natura e gli alberi per poterli proteggere, perchè adesso il rischio è quello di perdere quello che si potrebbe salvare».
Proprio in tema di sorveglianza e presidi, associazioni come Italia Nostra fanno presente che nella legge con cui è stata istituita la Riserva è prevista la possibilità che l’area sia vigilata da guardie giurate: cittadini adeguatamente preparati, nominati dall’ente gestore e dunque dal Comune, che in maniera gratuita sorvegliano la zona, allertando le forze dell’ordine qualora si trovino davanti a degli illeciti o a situazioni pericolose. A partecipare all'iniziativa, diversi residenti della zona che domenica scorsa, in pieno inferno, erano scesi in strada con tubi, secchi e tappeti per spegnere le fiamme. Ad organizzarla, il coordinamento “Salviamo gli alberi” e associazioni quali Italia nostra sezione di Pescara, Archeoclub Pescara, i Gufi, Ecoambiente, La Gallina Caminante, le Majellane, MiladonnAmbiente,, Associazione Italiana Architettura del Paesaggio - Sezione Lazio Abruzzo Molise Sardegna, Touring Club di Pescara, Conalpa sezione Pe-Ch , A.S.T.R.A. - amici del Museo delle Genti d'Abruzzo, Pescara No filovia. Al presidio prenderà parte anche Gianni Melilla, che ha presentato a suo tempo la proposta di legge poi approvata dal consiglio regionale che ha portato all’istituzione della Riserva.