Torna l’allarme per le mareggiate «Serve un intervento definitivo»

Il maltempo di domenica ha rinfocolato le polemiche sull’urgenza di piani di protezione della costa Dalla giunta regionale 500mila euro nella zona nord: lavori in autunno per il ricarico delle scogliere
FRANCAVILLA. Le mareggiate arrivate con il maltempo della scorsa notte sono tornate a far scattare l'allarme tra i balneatori. L'acqua ha invaso alcuni tratti di costa cittadina, finendo tra le palme e gli ombrelloni ancora montati. Per qualcuno questo ha significato la chiusura della stagione estiva, come spiega Mauro Cioffi, titolare del lido Bianco: «L'acqua ha invaso le prime tre file tanto che abbiamo deciso di iniziare a smontare la spiaggia. Il problema è che ogni anno vengono fatti degli interventi che sono solo dei palliativi, non in grado di risolvere il problema. Abbiamo visto che la ricarica delle scogliere non funziona, per questo ho proposto di ripristinare le barriere presenti negli anni '80. Vorrei che l'amministrazione si assumesse la responsabilità di dirci cosa intende fare e quali risultati conta di ottenere con gli interventi che continua a proporre. Poi tra uno o due anni verifichiamo».
Anche Vincenzo Crisante, dell'Approdo, segue la stessa linea: «A giugno ho speso 2mila euro per il ripascimento e la sabbia è stata spazzata via in una settimana. Gli interventi fatti fin qui non hanno sortito grandi effetti: il mio stabilimento ha vissuto un'estate in sofferenza, tanto che molti clienti sono andati via. Servirebbe aprire le soffolte. Solo dopo, procedere alla ricarica delle scogliere». Pierluigi Di Giuseppe, di Nautilus, conferma le difficoltà: «Luglio e agosto sono stati due mesi difficili. L'alta marea ha portato l'acqua tra gli ombrelloni e adesso le mareggiate fanno il resto. Ora aspettiamo il prossimo intervento per il restringimento dei varchi». Chi invece predica calma è Riccardo Padovano, di Baia delle Sirene: «Troppo comodo criticare l'intervento pubblico quando a beneficiarne siamo noi balneatori. Allora dico ai colleghi di prenderci noi la responsabilità della manutenzione, con i relativi costi». E prosegue: «Quello che invece l'amministrazione può fare è darci una mano a prendere la sabbia al porto di Pescara per costruire delle dune a difesa dei lidi. Penso che nel breve sia l'intervento più utile per metterci in sicurezza. Poi propongo anche un dibattito pubblico per trovare insieme la soluzione migliore al problema».
Dal Comune intanto fanno sapere che in primavera la giunta regionale ha deliberato 500mila euro per l'erosione in zona nord, ma è attualmente in corso una variante di progetto. Questi lavori, in partenza in autunno, prevedono il ricarico di undici scogliere emerse e undici soffolte. Da quello che si apprende poi, ci sarebbe un ulteriore finanziamento in arrivo da 350mila euro. Tuttavia, sempre in base a fonti interne all'amministrazione, sarebbe necessario un ripascimento di grandi dimensioni nella zona nord, per il quale la Regione non ha dato risposta positiva.
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