Torna la processione Ma con l’obbligo delle mascherine

Il sindaco Petrucci: «È uno dei cortei religiosi più antichi» E ribadisce: «Necessario proteggerci ancora dal Covid»
PENNE. Il suono dei tamburi, i tre simulacri portati in spalla per le vie del centro storico, la suggestiva luce delle lanterne e il passo deciso degli incappucciati. A distanza di due anni, dopo lo stop causa pandemia Covid-19, torna a Penne il fascino e la sacralità della storica processione del Venerdì Santo. Una delle più antiche d’Abruzzo, anche quest’anno la processione si snoderà per le vie del centro storico accompagnata dalla presenza di tantissimi turisti e fedeli.
La liturgia del Venerdì Santo pennese, che affonda le sue radici nel Quattrocento, fu istituita nel 1570 dal padre cappuccino Girolamo da Montefiore. Il documento più antico, almeno fino ad oggi, che fa riferimento alla settimana santa di Penne è il Codice Catena, locale strumento giuridico del XV secolo. L’importanza e l’originalità della processione di Penne è data dai simulacri che la compongono, dal gruppo ligneo della Passione e dalla coperta funebre, il cosiddetto “Copertone”, sulla quale è adagiata la statua del Cristo morto, ricca di ricami in oro e argento e di fili di seta variopinti applicati a una base di velluto nero. La statua della Vergine addolorata, ultimo simulacro che compone la processione, è una conocchia del XVIII secolo e la memoria popolare ricorda che, nell’800, era scortata da donne e bambine vestite di nero, “le addoloratine”.
«Dopo due anni di assenza, a causa della pandemia, accolgo con soddisfazione il ritorno dei riti pasquali e con loro la processione solenne del venerdì santo, una delle più antiche, maestose e suggestive della nostra regione», commenta il sindaco Gilberto Petrucci. «La processione del Venerdì Santo è un momento di forte commozione per l’intera comunità religiosa. Per via del Covid ho deciso di emanare una ordinanza che obbligherà ai fedeli di indossare la mascherina durante la processione», conclude il primo cittadino.
Organizzata dal comitato processione del Venerdì Santo presieduto da Antonio Mergiotti, la processione tornerà a vivere un ricco programma. Si parte domani, alle 18, con l’apertura del sepolcro all’interno della Chiesa dell’Annunziata. Sempre domani, alle 21, il coro cittadino intonerà il miserere. Venerdì, si comincia alle 8, quando lo storico e premiato Gran concerto bandistico Città di Conversano suonerà per le vie della città. Alle 11 sarà la volta della solenne processione della Madonna Addolorata che dalla Cattedrale del Duomo arriverà nella Chiesa dell’Annunziata. Alle 13, sempre all'Annunziata, si terrà la rievocazione dell’agonia del Signore con preghiere e riflessioni sulla parola di Dio. Alle 15, un altro momento importante: la solenne ostensione del manto ed esposizione del Cristo Morto. Alle 16,30, il concerto bandistico Città di Conversano sfilerà e suonerà nuovamente per le vie cittadine. Alle 19,30, infine, il momento più atteso, la solenne processione del Cristo Morto e della Madonna Addolorata per le vie antiche della città: dalla chiesa dell'Annunziata la processione attraverserà tutto il centro storico, da Colle Sacro a Colle Castello. Al seguito della processione le autorità religiose, civili, militari e il coro cittadino, quest’anno diretto dai maestri Vincenzo Pavone e don Venanzio Marrone.

